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Scorregge, assoli e ruttiDeliri musicali semi-seri di un povero derelitto ubriacone 8/23/2009 Aggiornamenti sulle nuove piattaformeBen sapendo che ormai chi arriverà qui sarà un manipolo davvero infinitesimale di utenti (e lo era già prima quandi si scriveva a tempo pieno, figurarsi ora che il blog è abbandonato da tempo) si scrive cmq una cosa veloce per rendere note le "nuove piattaforme" su cui ci siamo spostati: per la musica il sito buono è sempre il solito: www.storiadellamusica.it per facebook io sono io, ossia Alessandro Pascale abbiamo fatto un sito di filmz, www.storiadeifilm.it, e mi sembra più che discreto, anche se dobbiamo ancora metterlo a punto che ha solo pochi mesi. Ah se qualcuno volesse scrivere è più che ben accetto! Per la politica non c'è che l'imbarazzo della scelta. Il sottoscritto cura in modo quasi esclusivo il sito di Rifondazione Comunista Vda (http://www.rifondazionesevda.org/), mentre assieme ad altri compagni abbiamo messo su un blog di opinione "politico" qui: http://sinistravaldostana.blogspot.com/ Su facebook trovate entrambe le cose diventando amici dell'utente Rifondazione Comunista Vda oppure entrando nel gruppo Sinistra Valdostana. Della serie ci prendiamo troppo sul serio? Forse sì, però ormai si fa così da queste parti... 3/1/2009 Blog chiuso a tempo indeterminato Sì insomma rendiamo ufficiale questo dato. Se qualcuno è interessato a sapere il motivo di questa decisione la risposta è abbastanza scontata: manca il tempo. E perchè manca il tempo? Perchè si è passati all'impegno attivo politico dalle parti di Rifondazione, nella speranza di contribuire a far qualcosa di utile. L'indice degli "scritti musicali" continuerà a essere aggiornato per comodità, e forse anche l'indice "scritti politici". Il blog invece seguirà il silenzio degli ultimi mesi. Chi vorrà proseguire nell'opera di pseudo-informazione-trattenimento-presaperilculodiberlusconi può trovare spunti dall'account facebook di Rifondazione Comunista Vda. Se siete valdostani poi iscrivitevi anche al gruppo "Sinistra Valdostana". Non ridete, è tutto vero. Facciamo politica (anche) su facebook. Come disse il saggio: in tempi di guerra ogni buco è trincea. Di cinema non si scrive più (purtroppo) ma un domani chissà... Di musica come ripeto continuerò a scrivere anche se con meno assiduità rispetto agli ultimi due anni. Se qualcuno volesse prendere spunto non posso che suggerire di frequentare il forum e in generale il sito www.storiadellamusica.it Bene direi che è tutto. Arrivederci a tutti a tempo indeterminato oppure a ritrovarsi sulle nuove piattaforme. Bye 12/25/2008 Film: Top Ten 2008 1) Il divo 2) Batman 3) Lo scafandro e la farfalla Non è un paese per vecchi onora il padre e la madre La Banda Baader Meinhof Espiazione Miracolo a sant'anna Il petroliere Wall e 12/20/2008 Pillole musicali del 2008 per menti non troppo affaticateArticolo scritto per "L'urlo", giornalino universitario dell'ULD (studenti di sinistra della Cattolica). Niente di che ma giusto per far vedere che siamo sempre vivi. E’ stato un bell’anno il 2008 a livello musicale. Proviamo a tirarne fuori l’essenza principale e a suggerire qualcosa a tutte le tante categorie in cui sembra si diverta a riunirsi il genere umano. Cominciamo dal settore sinistroide orfano non più soltanto dei CCCP ma anche della rappresentanza parlamentare. Questi poveri sfigati dimenticati dal mondo si potranno consolare con i testi malinconici degli Offlaga Disco Pax (Bachelite) o con la nuova promessa del cantautorato di protesta che prende il nome di Luci della Centrale Elettrica (Canzoni da spiaggia deturpata). Uscendo da questo covo di facinorosi ci gettiamo nella mandria di vecchi sessantenni incalliti sostenitori che gli anni 60-70 siano stati la meglio cosa di sempre. Costoro troveranno consolazione nell’hard-rock dei Black Mountain (In the future), nel folk-pop dei Fleet Foxes (s.t.) in stile Nashville, nel country-pop-folk dei Dr.Dog (Fate) che nonostante il nome non è un maledetto rappettaro. Ma passiamo ora alla sempre nutrita schiera di delusi e sconsolati stanchi di vivere, meditabondi della filosofia schopenariana e sostenitori del mal de vivre. Si parla di quei robbosi dei darkettoni, che avranno di che gioire (ovviamente molto sommessamente) con i dischi di Have a Nice Life (Deathconsciousness) e dei redivivi Portishead (Third) che per l’occasione hanno fatto scontrare il trip-hop con l’industrial-gothic. Roba che non si vede tutti i giorni in effetti. Se poi ciò non dovesse bastare i cari depressi possono continuare a deprimersi con l’ennesimo tragico disco degli Xiu Xiu (Women as lovers), il cui cantante continua imperterrito a non volersi tagliare le vene nonostante la musica che produce. I vecchi nostalgici degli anni ’80 (che purtroppo non mancano mai, come si può constatare dal successo che ha avuto la reunion dei Duran Duran) potranno forse godere ignominiosamente del nuovo disco degli M83, incredibile opera che riesce a far piacere il synth-pop (probabilmente il genere più bistrattato della storia) anche al sottoscritto. Se invece apprezzate di più la produzione post-punk sempre di quel periodo non potrete non ascoltare le opere schizofreniche delle Rings (Black habit) o quelle profondamente black dei Tv on The Radio (Dear Science). Chi dimentichiamo? Ah beh ci sono i fattoni che vogliono nuove su eventuali dischi psichedelici da tenere in loop per 4-5 ore di fila. A loro si consiglia il disco dei Silver Mt. Zion (13 blues for thirteen moons) che prende il post-rock e lo fonde mirabilmente con esperienze kraute di vecchia data. Tangerine Dream, Neu e compagnia di bella si ritrovano anche nel sublime disco degli Oneida (Preteen Weaponry) e fa peccato non citare anche l’ultimo incantevole album dei Brian Jonestown Massacre (My bloody underground). Siete dei maledettissimi indie a cui piace vestirsi con tutte quelle imbarazzanti righine orizzontali? C’è il nuovo disco degli Okkervil River (The stand ins), uno dei gruppi pop primordiali del nuovo millennio. Oppure potete buttarvi sul duo garage-shoegaze dei No Age (Nouns) o sull’ennesimo disco sempre discreto dei Death Cab For Cutie (Narrow stairs). Siete dei metallari? State alla larga dal nuovo dei Metallica (l’imbarazzante Death magnetic) e piuttosto esplorate il folk-metal degli Agalloch (In white) o vecchi miti come Meshuggah (Obzen). Volete ballare? Potete scegliere tra i ritmi afro di Mark Stewart (Edit), quelli dub-truzzi di Benga (Diary of an afro warrior) o quelli disco-pop dei Cut Copy (In ghost colours). Se infine siete delle simpatiche donnette a cui piacciono le voci femminili e si sciolgono appena si parla di romanticismo e folk-pop rosa allora c’è tutto un filone di cantautrici che non finisce più: cercate Essie Jain (Theinbetween), Dawn Landes (Fireproof) o Josephine Foster (This coming gladness). Ecco ovviamente ci si sarà di sicuto persi un sacco di roba
e un sacco di gruppi di ascoltatori più o meno monolitici. Chiunque può sempre
sfruttare quel meraviglioso mondo che è il web e farsi un’idea sulla musica di
qualità che circola in maniera sotterranea e che arriva solo per briciole su
mtv. Chi invece si accontenta di Dari, Tokyo Hotel e compagnia bella può
continuare ad accendere senza problemi Mtv con la sua bella musica di plastica.
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