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2008/6/29 Ok fuma che nduma in de music Visto l'incredibile successo di commenti delle precedenti puntate e la tensione crescente che traspare da ogni spazio del web non posso esimermi dal trovare 5 minuti per portare avanti il riassuntone di metà anno su quel che di buono è uscito in questo ottimo (oserei dire) 2008. Let's go: Luci della Centrale Elettrica-Canzoni da spiaggia deturpata: ok per chi conosceva già Vasco Brondi in tempi non sospetti è un chiaro passo indietro. Alcuni non lo sopportano, per altri è un semi-dio. Si parla cmq di un cantautore di notevole spessore che esordisce ufficialemente con un disco notevole che si propone come punto di riferimento per ogni sfigato post-comunista disfattista e pessimista di questo angolo di paese. un modo per reagire all'ondata di berlusconismo imperante insomma. M83-Saturdays=youth: niente è più lo stesso dopo la lettura di "Post-punk" di Simon Reynolds. Ed è grazie a lui in primis se sono riuscito a rivalutare parzialmente quel pop un pò plasticoso e romantico di inizio 80s. Non siamo ancora ai livelli di accettare sciaguratamente i Duran Duran e gli Spandau Ballet certo, però le orecchie sono più aperte e ricettive e sanno riconoscere che anche in questo genere è possibile fare cose egregie. E gli M83 ne danno un'ottima dimostrazione. Consigliato ai 40enni che ballavano ascoltando i Simple Minds e si commuovevano con gli Stone Roses. Mark Stewart-Edit: uno dei guru della new wave (coi Pop Group) ha dietro di sè una quasi trentennale attività solista che non ho mai approfondito. Però questo disco spacca di brutto e me farà venire la voglia molto presto. Musica nera, disco, funk, elettronica, rock tutto mesciato e rivangato come una polpetta sgualcita. E il culo su muove. Yo. Motorpsycho-Little lucid moments: ok qualche momento di stanca qua e là c'è e il loro heavy-progressive-hard-rock-psichedelico non è del tutto originalissimo (tanto più che siamo di fronte a un altro gruppo di quasi vent'anni di attività). Però sticazzi ce ne fossero più spesso di dischi così in circolazione. Per chi crede ancora nel rock e in certi viaggioni non proprio pacifici. Mudhoney-The lucky ones: più o meno stesso discorso che vale per i Motorpsycho anche se cambia un pò l'approccio stilistico essendo qua su ritmi più alt-rock-grunge in formato canzone 3-4 minuti. Tutto molto tradizionale (con qualche leggera sferzata stoner qua e là al limite tò) ma fatto con una maestria e una potenza talmente perfetti da apparire quasi irreali. Francamente non ce lo si aspettava. Probabilmente il disco rock "convenzionale" dell'anno. mi fermo qua che devo prendere il treno. Domani ho un esame e in effetti non dovrei star qua a perdere tempo con ste stronzate. Un saluto a tutte voi donne e ai miei piglianculi preferiti che sono Cas e Garri. Ve amo! 2008/6/28 Altri bei dischetti vado avanti finchè cause di forza maggiore mi interromperanno: Cheveu-s.t.: bel discone post-punk-industrial-cyberpunk (fico eh? che termini!) uscito dalla Francia (non c'è solo Carla Bruni a quanto pare) e davvero sorprendente. Nota di merito al fido Cas che l'ha scoperto per primo ;) Clark-Turning dragon: elettronica tunza tunza di quella che ti fa muovere il culo e scuotere la testa come un pirla mentre gli altri ti guardano pensando tu sia un pirla (per l'appunto). la mia scarsa conoscenza del genere non riesce a precisare meglio l'ambito stilistico ma se vi cito un disco di elettronica Io, che non ci vado così matto, potete fidarvi. Dead Elephant-Lowest shared descent: questo è un post-core violentissimo ai limiti del metal e dello screamo. Insomma a chi piace la "roba peso", il metallo, o (per i più raffinati) dei Fugazi particolarmente violenti questi sono l'ideale. E sono pure italiani. Anche se non si direbbe. Elbow-The seldom seen kid: avete ragione, dopo tanto schiamazzo si può introdurre una piccola parentesi pop. E che pop! Altro che Coldplay e compagnia britpop insipida. Gli Elbow escono dal torpore e dopo quel discone che all'epoca (2001) fu Asleep in the back tornano a graffiare con melodie e arrangiamenti meravigliosi. Questo davvero lo consiglio a tutti, anche a voi che ascoltate le canzoncine pop da due soldi alla radio. Chissà che non scopriate il buon gusto. Essie Jain-Theinbetween: cantautrice davvero molto brava. Roba di classe, elegante e genuina per chi è rimasto un nostalgico di gente come Joni Mitchell e folkettare classiche. Fuck Buttons-Street horrrsing: questa è roba per palati raffinati. In pratica avant-noise che spazia tra rock ed elettronica con un particolare gusto per la claustrofobia. Minimalismo claustrofobico, mmmhh che bella quest'espressione. ma quanto mi piace masturbare l'italiano. Indian Jewelry-Free gold: non l'ho ancora assimilato bene ma è un pop-rock davvero soddisfacente, con tendenze kraute e psichedeliche interessanti alquanto. Buono per tutti insomma. Vi lascio qua che devo prepararmi per la serata. Ciao barboni. 2008/6/27 Parentesi musicale Ok è estate, fa caldo, le scuole son finite, gli universitari fan finta di studiare e tutti trombano in maniera considerata insufficiente. Cosa si può fare in questa bambagia di caldo che impedisce ogni benchè minimo movimento? La mia proposta è: uscite da lvostro torpore culturale, spegnete radio e tv, accendete il computer, connettetevi a internet, appicciate il mulo e scaricatevi i seguenti dischi che rappresentano quanto di meglio è uscito quest'anno a parere del sottoscritto. Vorrete scusarmi se spalmo la lista in un pò di posts (da leggere postis) che il tempo è tiranno e il mio esame di lunedì mi assorbe anema e corpo. Quindi in ordine alfabetico: A Silver Mt. Zion-13 blues for 13 moons. Titolo bellissimo e disco probabilmente il mio preferito di quest'anno. Occhio però che il genere non è accessibilissimo. Si viaggia tra post-rock, Velvet Underground e kraut-rock. Se non avete capito un'acca di quel che ho detto vi consiglio di saltarlo a piè pari Afterhours-I milanesi ammazzano il sabato. Non è il disco migliore della band milanese ma il livello è decisamento alto e se volete sentire un pò di rock coi controcazzi buttate nel cesso il dischetto dei Negramaro e scoprite una delle migliori band italiane degli ultimi 20 anni. Auburn Lull-Begin civil twilight. Disco affascinante che rispolvera a piene mani il miglior shoegaze. Roba molto rilassante e tranquilla ma davvero ben curata. Bardo pond-Batholith. Neo-psichedelia che di leggero non ha davvero nulla. Questo disco è un muro, di una potenza sonora encomiabile. Occhio al feedback eh, e sappiate che non è propriamente un disco solare ed estivo. Cesare Basile-Storia di caino. Basile, ossia il De Andrè dei '00s. E ho detto tutto. Probabilmente il miglior songwriter che abbiamo oggi in circolazione in Italia. 2008/6/25 E' tutta una cospirazione! strano, ieri mi aspettavo una valanga di insulti per aver difeso Donadoni e invece niente. Vabbè cmq torniamo a occuparci di cose serie: vi incollo questa mail che è arrivata ieri al sottoscritto. Sebbene io inviti sempre a verificare personalmente tutto mi pare che siano cose oggettivamente ributtanti. Tiè VIVAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO E' IMPORTANTE QUANTO L'ACQUA QUESTA DEVE DAVVERO FARE IL GIRO DEL MONDO!Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la 'Eolo' (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare,fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano.Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento.Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice. Qualcuno l'ha mai vista in Tv?Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: chi vi scrive fu uno dei tanti a mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si hanno più notizie. Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo www.eoloauto.it risulta essere in vendita. Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare senza lasciare traccia. A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola,hanno usato Internet per far circolare informazioni. Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola 'Eolo', nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia. Come stanno oggi le cose, previsioni ed approfondimenti. Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. I 90 dipendenti assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono attualmente in cassa integrazione senza aver mai costruito neanche un'auto. I dirigenti di Eolo Auto Italia rimandano l'inizio della produzione a data da destinarsi, di anno in anno. Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti. La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi né di cambi olio,che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Esso, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che 'l'informazione' ufficiale dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo.... invece delle inutili catene di S. Antonio, facciamo girare queste informazioni!!!LA GENTE DEVE SAPERE!!!!!!! 2008/6/24 E' morto Donadoni. Viva Donadoni! Ok dopo aver finalmente messo in saccoccia un altro 29 nell'esame utilissimo quale è Storia degli antichi stati italiani posso ora esporvi i motivi per cui posso dirmi soddisfatto di quanto ha fatto l'Italia e quindi Donadoni. In giro tutti lo attaccano e invocano il ritorno di Lippi, francamente mi sembra na cagada abnorme che solitamente le minestre riscaldate non funzionano, non c'è niente da fare. E sperare di vincere i prossimi mondiali con di nuovo Lippi mi pare una scommessa persa in partenza. Ad ogni modo perchè difendo ciccino Donadoni? Intanto perchè una squadra che vince i mondiali tende a essere enormemente sazia e a non combinare nulla. Se andate a guardare cos'ha combinato Bearzot dopo l'82 vi accorgerete che questo dato è veritiero. E invece il Bobby nazionale è riuscito a vincere il girone di qualificazione per gli europei. Con qualche stento certo, soprattutto nella fase iniziale, ma poi offrendo prestazioni convincenti, ricostruendo un gruppo unito e alla fine mettendo in fila nazionali del calibro di Scozia, Francia e Ucraina, che alla fine proprio scarse non erano. Poi è riuscito nel bene o nel male a passare un girone di ferro. In modo rocambolesco ok, ma pur sempre passandolo, quando gli aficionados ricordano bene come 4 anni fa ci facemmo sbattere fuori da un girone che vedeva Svezia, Danimarca e Bulgaria! Se poi andiamo ad analizzare bene le partite ci accorgeremo che: con l'Olanda non giocammo così male e nonostante il risultato esagerato la partita non fu un completo disastro. Scottammo una difesa improvvisata che sentiva il bisogno di uscire dal tunnel della mancanza di Cannavaro e della prestazione asfittica del fantasma di Materazzi. Il gioco c'era e il secondo tempo fu giocato alla grande. Con la Romania prestazione non esaltante ma alla fine scottata da una papera di Zambrotta e da un rigore regalato agli avversari. Il capolavoro di Donadoni è arrivato sbattendo fuori la Francia. Questo per me vale da solo la sua riconferma. Con la Spagna, reduce da nove vittorie consecutive in partite ufficiali siamo riusciti a tenere per 120 minuti avendo anche l'occasione più nitida con Camo. Perdere ai rigori non è un dramma. Essere tra le prime 8 d'Europa avendo perso dalla probabile vincitrice ai rigori mi sembra ad ogni modo un buon risultato se tenuto in considerazione che arriva dopo la sbornia post-mondiale. Voi direte che no, i campioni del mondo non possono accontentarsi di così poco. Già, il problema è che questa squadra era l'ombra di quella vinta ai mondiali. E non penso proprio che sia per colpa di Donadoni. Purtroppo a scendere in campo sono i giocatori e qui si può subito notare come la differenza tra le due rose sia eclatante. Fuori Nesta e Totti (e non venitemi a dire per colpa di Donadoni che lui gli ha sempre tenuto le porte aperte). Out Cannavaro per infortunio. Materazzi inutilizzabile. Praticamente la difesa tagliata in due. In più ti trovi un Zambrotta apatico come non mai e hai fatto la frittata. Barzagli che anch'egli l'ombra del granitico giocatore dei mondiali (senza tuttavia essere equiparabile al disastroso Materazzi). Spunta fuori Chiellini super e ti arrabatti con Panucci centrale e si può dare atto a Donadoni di aver saputo aggiustare supito bene una difesa quanto meno improvvisata. Centrocampo: che fine ha fatto il Perrotta dei mondiali e della Roma? Non pervenuto. Ambrosini in calo fisico rispetto alla strepitosa stagione fatta col Milan. Gattuso invece lo si sapeva già che era poco in forma e che vuoi farci, non lo convochi? De Rossi a fasi alterne, d'altronde è ancora giovane e deve ancora maturare un pò. Aquilani è la semina per il futuro e ciònonostante ci si aspettava qualcosa di più da lui. Pirlo non ha giocato male, anzi. Purtroppo si è preso un cartellino evitabile con la Francia e ha tagliato le gambe a Bobby. Camoranesi ha brillato un pò solo con la Spagna ma prima? E arriviamo all'attacco. Qui c'è forse l'errore davvero grosso di Donadoni: non chiamare Inzaghi per Borriello. Bobby ha scommesso tutto su Toni, e d'altronde come dargli torto dopo che quello ti fa 40 gol in Germania? Forse l'unico titolare davvero inamovibile era lui. E' arrivato in forma scandalosa. Pure lui. Ma dio caribe viene da pensare che trombano troppo sti calciatori. Ad ogni modo Inzaghi sarebbe servito ma fino a un certo punto, buono più che altro per subentrare in corsa, non certo per iniziare titolare. Gli altri invece decisamente deludenti: Quagliarella non pervenuto, Di Natale vera delusione ma d'altronde bisogna ammettere ceh entrambi sono giocatori poco più che discreti e non ancora abituati a partite internazionali. Del Piero, vabbè non ha mai inciso in nazionale in gioventù vuoi che lo faccia a 35 anni? Si è rispolverato Cassano che in effetti il suo l'ha fatto, mancando forse di un pò di concretezza ma dimostrando di essere l'unico vero talento virtuoso di questa nazionale. Uno come lui dovrebbe giocare sempre, c'è poco da fare. A Donadoni il merito di averlo portato e rilanciato. Insomma diciamocelo cmq: abbiamo giocatori scarsi. In Italia purtroppo siamo in un momento di passaggio generazionale in cui di talenti giovani al momento ce n'è pochissimi. Se Buffon non fa preoccupare per la porta è vero che dietro di lui non c'è nessuno. Una volta dietro Peruzzi c'erano Pagliuca, Rossi, Marchegiani, Bucci, eccetera. La difesa piange. Una volta c'erano Baresi, Costacurta, Ferrara, Bergomi, Vierchowood, eccetera. Oggi c'è solo Chiellini all'orizzonte (forse Barzagli se si ripiglia tò). Il centrocampo sorride e sembra promettere per il futuro (Aquilani, De Rossi, Montolivo) ma per il presente è arrivato in una forma scadente. E l'attacco signori miei, è lo specchio di una situazione ancora più desolante. Una volta avevamo bomber a grappoli, Del Piero, Zola, Baggio, Chiesa erano seconde punte di lusso e c'era solo da scegliere. Oggi c'è Cassano e dietro? Giovinco forse, ma molto in prospettiva. Poi? Mah. E dietro Toni chi c'è? centravanti italiani degni di nota dove sono? Ci aggrapperemo ad Amauri ok, peschiamo dalla samba brasileira e via, aspettando che Pazzini maturi anch'esso e magari futuri talenti. La verità è che la nostra squadra era oggettivametne poco più che mediocre, e per di più è arrivata per gran parte fuori forma. E nonostante tutto ciò, nonostante un attacco asfittico Donadoni è riuscito a portarci nei quarti e a sfiorare il miracolo contro lo squadrone spagnolo. Vi sembra poco? 2008/6/23 Pagellone della corrida Buffon 6,5 Zambrotta 6,5 Panucci 6 Chiellini 7,5 Grosso 6,5 Aquilani 5,5 -Del Piero s.v. De Rossi 5,5 Ambrosini 5,5 Perrotta 5 -Camoranesi 6,5 Toni 5 Cassano 6,5 Di Natale 5 Cioè in pratica la difesa ha tenuto bene, il centrocampo no e l'attacco sconta il fatto che Toni non ha fatto una bega stavolta, ma proprio niente niente. Almeno Cassano avesse giocato un 30 metri più avanti i suoi numeri avrebbero assunto più pericolosità. Purtroppo centrocampo molto povero di qualità di regia (ah Pirlo...) e ovvio che quando fai fare il gioco ad Ambrosini (pur bravo in interdizione) non si va avanti. Peccato per i rigori, d'altronde non sono così disperato. A breve farò un riassunto di quello che penso di questi europei giocati dall'Italia. 2008/6/22 E venne il giorno Sono tornato da poco dal cinema. La scelta era tra l'incredibile Hulk e l'ultimo film di Shyamalan (quello di Il sesto senso e The village per intenderci, mica il primo pirla), ossia E venne il giorno. Ero più tentato per Hulk, nonostante ricordassi di aver visto il primo in tempi davvero remoti (in una multisala di Verona con la mia prima ragazza importante in età ancora semi-puerile) senza che già allora esaltasse particolarmente. Stavolta però c'erano critiche positive. E soprattutto c'è Edward Norton. E poi al cinema se non vedi un film come Hulk che ci vai a fare? La testa diceva Shyamalan, il cuore Hulk. Alla fine ha deciso la ragazza che Hulk proprio non lo voleva vedere. Ottima maniera per sbrogliare i dubbi fatali. Poi entri in sala. Passi un'ora e mezza e alla fine esci. E, che dire... forse era meglio Hulk. Forse era meglio andare a giocare a bowling. Forse era meglio andare a guardare Olanda-Russia (ah complimenti allo stronzone Hiddink tra l'altro). Forse era meglio farsi una sega. O ubriacarsi. Forse addirittura ascoltare l'ultimo disco di Tiziano Ferro. O peggio ancora andare a un comizio di Berlusconi. Possibile che fosse così brutto? Si in effetti lo è stato. Probabilmente il peggior film che abbia mai visto al cinema. Peggio addirittura di quando vidi Hostel 2, quando uscii dalla sala nauseato e non volli cenare. Almeno lì c'erano state emozioni. C'era stato qualcosa di cui parlare, un pò di splatter. Per diana! Cos'ha che non va E venne il giorno? Da dove posso cominciare? Direi dalla sceneggiatura, che dire banale e scontata è dir poco. In pratica un giorno senza apparente motivo la gente inizia a suicidarsi in seguito all'attacco di non si sa quale virus. Usti, direte voi, e infatti l'inizio è intrigante, e dici "mamma mia chissà cosa sarà", e elogi quelle belle scene in cui vedi la gente cadere dai palazzi, e una pistola che passa tra le mani in una sequenza quanto meno discreta. E poi un tizio che si fa sbranare da un leone, e altri tutti impiccati agli alberi, insomma, pensi che come inizio non sia male, e ti aspetti ora chissà quale mirabolante seguito. E invece che succede? Niente. Ma niente niente. Si fanno congetture, ipotesi strampalate e irrealistiche. Un messaggio pseudo-ambientalista di fondo che dire buonista è dir poco. E arrivi all'intervallo che pensi "se va a finire come la Guerra dei mondi mi incazzo". E cristo va a finire come quello, con l'aggravante di un secondo tempo noioso e imbarazzante, con momenti che vorrebbero essere horror ma che fanno solo intristire per la pressapochezza. Che poi vabbè, fosse solo la storia uno dice vabbè, in fondo almeno la Guerra dei mondi aveva più o meno la stessa struttura ma almeno si faceva vedere per tutti quei bei effetti speciali con le macchinine aliene qua e là. E un pò tutto il cinema catastrofico anche quando focalizza sul classico gruppetto di invincibili sopravvissuti si diverte a spaziare nel macro-spettacolo, magari di soppiatto (Cloverfield docet). Qui invece niente. E l'impressione è di trovarsi di fronte a un filmetto horror di serie B. Ma almeno la regia c'è? E gli attori? Peggio che andar di notte. Gli attori sono i peggio che potevano radunare: Zooey Deschanel è bellissima coi suoi occhioni blu ma ha l'espressività di un tricheco. Mark Wahlberg ha un'espressione monotematica piatta e soda che rompe le balle dopo 5 minuti. Il suo amichetto Spencer Breslin (che per fortuna scompare presto) è quanto di più imbarazzante mi sia capitato di vedere nella mia vita di spettatore. E Shyamalan ci mette il suo con tocchi da vero principiante rimbecillito di hashish. Per me rimarrà negli annali quel ralenti con cui si immortala il momento in cui l'amichetto Breslin abbandona gli amici per andare a cercare la moglie. Storico. Una cosa che non avrei creduto di vedere neanche nelle peggio fiction. My god che delusione Shyamalan. Rivoglio indietro i soldi del biglietto. E non mi era mai successo prima. 2008/6/19 Senza parole. Signoraggio. Siamo in un sistema malato. Qualcuno dica che non si può vivere in questo capitalismo.
Unica cosa che posso dire è di informarsi meglio, cercare di capire se è davvero tutto così semplice come appare da questi filmati. Mi sembrerebbe assurdo ma francamente non me ne stupirei. 2008/6/18 Italia ai quarti? ma dai!Alla fine non c'è stato il biscotto. Se lo sono magnato gli olandesi in un sol boccone con la squadra zeppa di riserve. Poveri rumeni. In fondo un pò mi spiace per loro. Ma alla fine come diranno tutto, il bello del calcio è anche questo. E allora son contento più che per la qualificazione per il fatto di aver sbattuto fuori la grandeur della Francia. Ah che goduria. E ringraziamo quel pirla che si è fatto espellere con rigore regalandoci il rigore. Non aveva capito che Toni si faceva sì trovare bene, ma non la buttava dentro neanche col mirino. Speriamo si sblocchi. Ora c'è la Spagna. Non ci sarà Pirlo. Neanche Gattuso. Che ieri sera si faceva saltare in continuazione da Benzema. Forse i lanci di Pirlo ci mancheranno. Cazzo quanto adoro i suoi lanci. Vabbè come al solito si conferma la tradizione: quando ce la stanno per mettere nel culo ci rialziamo di scatto e speriamo di essere più veloci del frocio di turno. Stavolta è andata bene. Con la Spagna di Villa e Torres sarà davvero dura. Quelli sono tra i favoriti con Olanda e Portogallo per la vittoria finale. Vabbè, vedremo. Intanto pagellone: Buffon 7 Zambrotta 6,5 Panucci 6,5 Chiellini 6 Grosso 7,5 Gattuso 6 -Aquilani s.v. De Rossi 7 Pirlo 7,5 -Ambrosini 6 Perrotta 6 -Camoranesi 6 Cassano 6,5 Toni 6 2008/6/17 Il vero volto del cavaliere-Ezio Mauro Mentre tutti sono distratti da Italia-Francia c'è qualcuno che tenta zitto zitto di mettercela in quel posto, ma per fortuna Napolitano non si fa prendere per il culo. Copio e incollo un articolo che dovrebbero leggere tutti, destristi elettori del Pdl perchè capiscano chi hanno votato, sinistroidi moderati e radicali perchè stiano attenti a rimanere sempre in guardia. Non è un bel momento per il paese. Uff L'articolo preso da questo link: NEL mezzo della luna di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un'emergenza privata che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi, pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici imbarazzanti, a colpire il diritto dell'opinione pubblica a essere informata sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della magistratura. La Repubblica vive un'altra grave umiliazione, con le leggi ad personam che ritornano, il governo del Paese ridotto a scudo privato del premier, la maggioranza parlamentare trasformata in avvocato difensore di un cittadino indagato che vuole sfuggire al suo legittimo giudice, deformando le norme. In un solo giorno - dopo la strategia del sorriso, il dialogo, l'ambizione del Quirinale - Silvio Berlusconi ha chiamato a raccolta i suoi uomini per operare una doppia azione di sfondamento alla normalità democratica del nostro sistema costituzionale. Sotto attacco, la libertà di informazione da un lato, e l'obbligatorietà dell'azione penale dall'altro. Per la prima volta nella storia repubblicana, il governo e la sua maggioranza entrano nel campo dell'azione penale per stravolgerne le regole e stabilire una gerarchia tra i reati da perseguire. Uno stravolgimento formale delle norme sulla fissazione dei ruoli d'udienza, che tuttavia si traduce in un'alterazione sostanziale del principio di obbligatorietà dell'azione penale. Principio istituito a garanzia dell'effettiva imparzialità dei magistrati e dell'uguaglianza dei cittadini. La nuova norma berlusconiana (presentata come un emendamento al decreto-sicurezza, firmato direttamente dai Presidenti della I e II commissione di Palazzo Madama) obbliga i giudici a dare "precedenza assoluta" ai procedimenti relativi ad alcuni reati, ma questa precedenza serve soprattutto a mascherare il vero obiettivo dell'intervento: la sospensione "immediata e per la durata di un anno" di tutti i processi penali relativi ai fatti commessi fino al 31 dicembre 2001 che si trovino "in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado". È esattamente la situazione in cui si trova Silvio Berlusconi nel processo in corso davanti al Tribunale di Milano per corruzione in atti giudiziari: con l'accusa di aver spinto l'avvocato londinese Mills a dichiarare il falso sui fondi neri della galassia Fininvest all'estero. Quel processo è arrivato al passo finale, mancano due udienze alla sentenza. Si capisce la fretta, il conflitto d'interessi, l'urgenza privata, l'emergenza nazionale che ne deriva, la vergogna di una nuova legge ad personam. Bisogna ad ogni costo bloccare quei giudici, anche se operano "in nome del popolo italiano", anche se il caso non riguarda affatto la politica, anche se il discredito internazionale sarà massimo. Bisogna con ogni mezzo evitare quella sentenza, guadagnare un anno, per dar tempo all'avvocato Ghedini (difensore privato del Cavaliere e vero Guardasigilli-ombra del suo governo) di ripresentare quel lodo Schifani che rende il premier non punibile, e che la Consulta ha già giudicato incostituzionale, perché viola l'uguaglianza dei cittadini: un peccato mortale, in democrazia, qualcosa che un leader politico non dovrebbe nemmeno permettersi di pensare, e che invece in Italia verrà presentato in Parlamento per la seconda volta in pochi anni, a tutela della stessa persona, dalla stessa moderna destra che gli italiani hanno scelto per governare il Paese. Con ogni evidenza, per l'uomo che guida il governo non è sufficiente vincere le elezioni, e nemmeno stravincerle: non gli basta avere una grande maggioranza alle Camere, parlamentari tutti scelti di persona e imposti agli elettori, una forte legittimazione popolare, mano libera nel dispiegare legittimamente la sua politica. No. Ancora una volta a Berlusconi serve qualcosa di illegittimo, che trasformi la politica in puro strumento di potere, il Parlamento in dotazione personale, le istituzioni in materia deformabile, come le leggi, come i poteri della magistratura. È una coazione a ripetere, rivelatrice di una cultura politica spaventata, di una leadership fuggiasca anche quando è sul trono, di un sentimento istituzionale che abita la Repubblica da estraneo, come se fosse un usurpatore, e non riesce a farsi Stato, vivendo il suo stesso trionfo come abusivo. Col risultato di vedere il Capo dell'esecutivo chiedere aiuto al potere legislativo per bloccare il giudiziario. Qualcosa a cui l'Occidente non è abituato, un abuso di potere che soltanto in Italia non scandalizza, e che soltanto l'establishment italiano può accettare banalizzandolo, per la nota e redditizia complicità dei dominati con l'ordine dominante, che è a fondamento di ogni autoritarismo popolare e di ogni democrazia demagogica, come ci avviamo purtroppo a diventare. Questo uso esclusivo delle istituzioni e della norma, porta fatalmente il Premier ad un conflitto con il Capo dello Stato, garante della Costituzione. Napolitano era già intervenuto, nelle forme proprie del suo ruolo, contro il tentativo di introdurre la norma anti-prostitute nel decreto sicurezza, spiegando che non si vedeva una ragione d'urgenza. Poi aveva preso posizione per la stessa ragione contro l'ingresso nel decreto della norma che porta i soldati in strada a svolgere compiti di polizia. Oggi si trova di fronte un emendamento che addirittura sospende per un anno i processi penali e ordina ai magistrati come devono muoversi di fronte ai reati, una norma straordinaria inserita come "correzione" in un decreto che parla di tutt'altro. Che c'entra la sospensione dei processi con la sicurezza? Qual è il carattere di urgenza, davanti ai cittadini? L'unica urgenza - come l'unica sicurezza - è quella privatissima e inconfessabile del premier. Una stortura che diventa un abuso, e anche una sfida al Capo dello Stato, che non potrà accettarla. Come non può accettarla il Partito Democratico, che ieri con Veltroni ha accolto la proposta di Scalfari: il dialogo sulle riforme non può continuare davanti a questi "strappi" della destra, perché non si può parlare di regole con chi le calpesta. Nello stesso momento, mentre blocca i magistrati e ferma il suo processo, Berlusconi interviene anche sulla libertà di cronaca. Il disegno di legge sulle intercettazioni presentato ieri dal governo, infatti, non impedisce solo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, con pene fino a 3 anni (e sospensione dalla professione) per il cronista autore dell'articolo e fino a 400 mila euro per l'editore. Le nuove norme vietano all'articolo 2 la pubblicazione "anche parziale o per riassunto" degli atti delle indagini preliminari "anche se non sussiste più il segreto", fino all'inizio del dibattimento. Questo significa il silenzio su qualsiasi notizia di inchiesta giudiziaria, arresto, interrogatorio, dichiarazione di parte offesa, argomenti delle difese, conclusioni delle indagini preliminari, richiesta di rinvio a giudizio. Tutto l'iter investigativo e istruttorio che precede l'ordinanza del giudice dell'udienza preliminare è ora coperto dal silenzio, anche se è un iter che nella lentezza giudiziaria italiana può durare quattro-sei anni, in qualche caso dieci. In questo spazio muto e segreto, c'è ora l'obbligo (articolo 12) di "informare l'autorità ecclesiastica" quando l'indagato è un religioso cattolico, mentre se è un Vescovo si informerà direttamente il Cardinale Segretario di Stato del Vaticano, con un inedito privilegio per il Capo del governo di uno Stato straniero, e per i cittadini-sacerdoti, più cittadini degli altri. Se il diritto di cronaca è mutilato, il diritto del cittadino a sapere e a conoscere è fortemente limitato. Con questa norma, non avremmo saputo niente dello spionaggio Telecom, del sequestro di Abu Omar, della scalata all'Antonveneta, della scalata Unipol alla Bnl, del default Parmalat, della vicenda Moggi, della subalternità di Saccà a Berlusconi, dei "pizzini" di Provenzano, della disinformazione organizzata da Pollari e Pompa, e infine degli orrori della clinica Santa Rita di Milano. Ma non c'è solo l'ossessione privata di Berlusconi contro i magistrati e i giornalisti (alcuni). C'è anche il tentativo scientifico di impedire la formazione di quel soggetto cruciale di ogni moderna democrazia che è la pubblica opinione, un'opinione consapevole proprio in quanto informata, e influente perché organizzata come attore cosciente della moderna agorà. No alla pubblica opinione (che non sappia, che non conosca) a favore di opinioni private, meglio se disorientate e spaventate, chiuse in orizzonti biografici e in paure separate, convinte che non esista più un'azione pubblica efficace, una risposta collettiva a problemi individuali. A questo insieme di individui - di cui certo fanno parte anche gli sconfitti della globalizzazione, la nuova plebe della modernità - il populismo berlusconiano chiede solo una vibrazione di consenso, un'adesione a politiche simboliche, una partecipazione di stati d'animo, che si risolve nella delega. La cifra che lega il tutto è l'emergenza, intesa come orizzonte delle paure e fine del conformismo, del politicamente corretto, delle regole e degli equilibri istituzionali. Conta decidere (non importa come), agire (non conta con che efficacia), trasformare l'eccezione in norma. Il governo, a ben guardare, non sta militarizzando le strade o le discariche, ma le sue decisioni e la sua politica. Meglio, sta militarizzando il senso comune degli italiani, forzandolo in un contesto emergenziale continuo, con l'esecutivo trasformato per conseguenza da organo ordinario in straordinario, che opera in uno stato d'eccezione perenne. Così Silvio Berlusconi può permettersi di venire allo scoperto in serata, scrivendo in una lettera a Schifani che la norma blocca-processi "è a favore di tutta la collettività", anche se si applica "a uno tra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica". È il preannuncio di una ricusazione, in una giornata come questa, vergognosa per la democrazia, con il premier imputato che rifiuta il suo giudice mentre ne blocca l'azione. A dimostrazione che Berlusconi è pronto a tutto. Dovremmo prepararci al peggio: se non fosse che il peggio, probabilmente, lo stiamo già vivendo. 2008/6/16 Il modello per l'Italia Piccolo dettaglio: Lucca è uno dei pochissimi comuni d'Italia dove al potere c'è non il PD, non il PDL, bensì la Sinistra Arcobaleno. Roba da non credere eh? Ecco questo è il risultato. Devo decisamente decidermi a trasferirmi in Toscana. 2008/6/15 Cinema rulez Si torna a parlare di cinema. Ma prima di tutto una parentesi: donne vi ringrazio per gli apprezzamenti fatti al blog e (in quantità minore ovviamente) al sottoscritto. Naturalmente il mio invito è a commentare e criticare anche aspramente quelle che spesso sono cazzate e o provocazioni da finto anticonformista. A chi mi chiede di essere aggiunto come amico o tra i contatti di msn io non nego certo il mio assenso, però sappiate che io una donzella ce l'ho già e ne sono molto contento, e di base msn non lo apro quasi mai un pò perchè mi fa cagare un pò perchè sono sotto esami e ci perdo troppo tempo a connettermi. Ecco, fatte le dovute precisazioni del caso si parli allora di un pò di cinema italiano (perchè ci stiamo specializzando in questo in questo periodo): Mio fratello è figlio unico, ultimo film di Luchetti e purtroppo comprendente il belloccio Scamarcio. Luchetti è quello che in passato ha fatto film strepitosi come La scuola e Il portaborse quindi nonostante la presenza dell'odiato ricciolone non si poteva negare una visione, tanto meno se le critiche in giro erano più che buone. Basato sul libro Il fasciocomunista il film allora è chiaramente interessante, in quanto spiega di come sia facile rimanere abbagliati dalle facili ideologie da un parte e dall'altra, tuttavia lo sfondo politico sembra più un pretesto per parlare del classico triangolo amoroso (banale? nooooooooooooo!) e per offrire un ritratto bozzettistico della provincia di quei meravigliosi anni 60-70. Un pò alla maniera di Lascia perdere Johnny anche se qua con meno umorismo e più impegno ideologico. Cmq ottima prova di Elio Germano, ottimo protagonista e davvero l'unico vero attore emergente di questi anni (certo però che ora come ora è dappertutto!). Ah dimenticavo Scamarcio muore e io godo. Tiè stronzo! Si prosegue con La cura del gorilla, film di Sigon con Claudio Bisio protagonista. Ci si aspettava la commediola del cazzo un pò divertente e invece ti tirano fuori un film più curato di quanto ti saresti aspettato: Bisio che ha una doppia personalità (manco a dirlo una buona e una cattiva) e che fa il detective risolvendo un'intricata storia di mafia, immigrati, omicidi e zoccole. Ritmo brillante e storia non banale. Insomma bravo Bisio, ti daremo ancora fiducia. Capitolo Garrone: siamo andati sempre più a ritroso e dopo aver parlato di Gomorra e di Il primo amore siamo giunti a L'imbalsamatore, quello che è considerato il suo primo capolavoro. Che dire, in effetti è un film che cattura terribilmente, molto più scorrevole di Il primo amore che a tratti annoiava. Forse perchè con personaggi più intriganti e vivaci, forse perchè ambientato a Napoli che di natura è luogo più frizzante del bergamasco, forse semplicemente perchè c'è una storia più bella, più carica di particolari avvincenti, che però non sai bene dove debbano portare perchè ti viene solo suggerito qua e là dal regista, con sotterfugi e omissioni volute. Fino al finale che è bellissimo. E lascia un pò l'amaro in bocca. Come ogni film di Garrone visto finora devo dire. Grande film cmq L'imbalsamatore. Merita davvero. Chiudiamo con Dopo mezzanotte di Ferrario, ossia il cinema che si autocita: la vicenda è in pratica un altro triangolo amoroso (uff) che si svolge a Torino tra un custode del Museo del Cinema (nella Mole), un ladro d'auto un pò ribelle (marò poteva farlo Scamarcio!) e un'addetta del Macdonald. La cosa bella di questo film è l'innocenza del protagonista maschile (il custode) che passa il tempo a guardarsi questi film muti di inizio '900 e sembra trasformarsi in un disadattato che non è più in grado di avere contatti con altri individui. Un pò stile L'arte del sogno se mi passate il paragone. E poi beh la bellezza è anche quella di una fiaba moderna narrata da Silvio Orlando con la solita classe che lo contraddistingue. E poi c'è la serie di personaggi così ben caratterizzati e una regia mai banale. E ci sono tutti quei filmini muti che mi riportano alla mente le prime lezioni di Storia del cinema. E un pò ci si commuove. O forse no. Mah. 2008/6/14 Sporchi rumeni negri! (confessate che l'avete detto ieri!) Ecco diciamocelo, chi di voi non ha sparato a zero contro i rumeni in generale ieri mentre facevano prima catenaccio, poi passavano in vantaggio e poi ottenevano un rigore? Chi di voi non ha bestemmiato contro quel cazzo di rumeno di Lobont che ha fatto i miracoli in porta manco fosse il sosia di Buffon? Vorrei dire che io di sicuro non l'ho fatto ma non è così. Quando il furore agonistico mi prende il conflitto (sportivo) prende corpo anche in me e mi porta a incazzarmi un pò con tutti con epiteti poco carini: arbitro di merda, camoranesi del cazzo, donadoni pirla fai i cambi prima, guardalinee figlio di baldracca dove cazzo l'hai visto quel fuorigioco, del piero avevi iniziato bene ma dove porco dio sei finito?, zambrotta, brutto coglione MA CHE CAZZO FAI?, maledetto pezzo di stronzo avvoltoio di un mutu che manco inzaghi!, eccetera eccetera. Bof alla fine meritavamo di vincere. E alla fine ci siam salvati al pelo, per il rotto della cuffia. Mah. C'è qualcosa che non va in questa nazionale. Fondamentalmente mi sembra che manchi di culo. Eh si di culo perchè alla fine oltre al fatto di non essere amata molto dagli arbitri (e qui c'è aria di 2002) quella cazzo di palla non va dentro manco se preghi in rumeno (per l'appunto). E vabbè, vorrà dire che come ogni manifestazione saremo lì a appesi al risultato dei cugini di campagna sperando che non si facciano troppe seghe di fronte ai quei negroni dei rumeni. E così sia. Pagellone di ieri: Buffon 8,5 Zambrotta 4 Panucci 7 Chiellini 6,5 Grosso 7 Pirlo 5,5 De Rossi 6 Perrotta 5,5 -Cassano 6,5 Camoranesi 5,5 -Ambrosini s.v. Toni 6,5 Del Piero 5,5 -Quagliarella s.v. 2008/6/11 L'attuale sinistra del parlamento... Uff ma dimmi te se le cose di sinistra deve dirle un semi-analfabeta come quest'uomo. Marò.
2008/6/9 Italia-Olanda 3 pappine e a casa Ci hanno rumbati come si deve non c'è che dire. Eh si ebbene sì, post calcistico perchè dopotutto anche i post-comunisti amano il calcio e nonostante non mi sia messo a cantare a squarciagola l'inno come il mio coinquilino nazionalista-patriottico alla nazionale ci tenevo tanto da occupare legittimamente la poltroncina centrale davanti alla tv già dalle 8. Forse col senno di poi era meglio farsi una pippa. O forse era meglio togliere Materazzi. O forse era meglio tirar fuori le palle e non disunirsi così dopo un primo gol comunque irregolare. Vabbè coi rumeni si preannuncia un comizio speciale della Lega Nord e in caso di uscita contro di loro si prevede che il pacchetto Maroni sulla sicurezza passerà in un tacito consenso generale dell'Italia intera. Anche di molti post-comunisti penso. Perchè spesso la fede calcistica viene prima anche di quella politica. Prima anche del buon senso? Può darsi, non è da escludere. Ovviamente il sottoscritto non è di questo parere nè. Cmq ora non rimane che una piccola pagella personale: Buffon 6 Materazzi 4 -Grosso 6,5 Barzagli 5 Panucci 5,5 Zambrotta 5,5 Pirlo 6 Gattuso 5,5 Ambrosini 6,5 Camoranesi 5,5 -Cassano 6 Di Natale 5,5 -Del Piero 6 Toni 5 2008/6/5 Come chi era Berlinguer? era uno che è riuscito a raggruppare tanta gente quando è morto. E non si parla di Mosca, Stalin, soviet e cianfrusaglie varie. Si parla di un leader amato dal popolo (e non solo di parte comunista). E pensare ceh tutto ciò accadeva solo poco più di vent'anni fa. Sigh
2008/6/3 Questo weekend c'è il Miami Festival E insomma dopo 4 anni che sono a Milano a far finta di studiare (ah tra l'altro...appena uscito vittorioso da un 26 in sociologia strappato a unghiate e morsi ad un assistente che tra un attimo è più giovane di me) mi sono finalmente deciso ad andare al Miami, festival della musica indie-alternative italiana. Si svolgerà tra il 6 e l'8 giugno e c'è tanta bella roba credetemi, cose come queste:
(che per la cronaca sono Luci della Centrale Elettrica il primo, gli Altro i secondi, e saranno tra gli headliners di sabato, in una giornata tra l'altro che vedrà la presenza di altri ottimi gruppi come Redworm's farm, Disco Drive e Dead Elephant, tutta gente che vale per chi si fida. Ah dimenticavo, tutto questo ben di dio a soli 10 euros, 15 se vi fate tutto il weekend , e sticazzi) 2008/6/2 Rifiuti? Quali rifiuti? sembrano cose talmente ovvie che non dovrebbero neanche esser dette, ma quello che fa ridere è che nell'attuale situazione di Napoli tutti che si preoccupano di togliere i rifiuti dalle strade ma nessuna che formuli soluzioni chiare perchè tali rifiuti non tornino ad invadere i marciapiedi dopo due giorni. Nessuno che dica che bisognerebbe fare un serio intervento alla radice con un ingente obbligatorio cambiamento di mentalità. E questo dovrebbe valere non solo per la Campania ma per tutta l'Italia. PS: il filmato è un pò pacchiano, specie per la musichetta, ma vorrete scusarmi se non mi sono sbattuto troppo a cercarne uno adatto che tra due giorni ho un esame e sono nella merda fino al collo. |
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