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2008/4/30 La vita è un calzino post pseudo-filosofico, uomo avvisato.... Ok ci siamo ripresi, siamo di nuovo on the road, in movimento continuo, estasiati dalla prospettiva di vedere Fini eletti oggi alla Camera dopo aver visto Schifani al Senato ieri. Estasiati anche per non vivere a Roma dove Alemanno ha vinto tra la preoccupazione delle comunità ebraiche. Poteva andare peggio in fondo. Rimane sempre Giorgino Napolitano, l'ultimo baluardo di sinistra nella politica del paese, e il fatto che sia un vecchio decrepito pluriottantenne in effetti fa pensare un pò. Ma sto divagando. Chissene della politica, tanto ho deciso che la mia nuova missione sarà affogare nell'alcool e nello sperma (mio eh, non d'altri). Ah che immagine disgustosa in effetti. Brrrr. Cmq perchè la vita è un calzino? Ecco proviamo a dare una risposta a questo quesito enigmatico: di calzini ce n'è una varietà pressochè infinita, grandi, grossi, piccoli, corti, verdi, blu, arancioni, di cotone, di lana, bucati, sporchi, col fiocchetto, a quadri, eccetera. Si può dire che rispecchino la varietà della vita insomma, d'altronde lo si può dire di ogni cosa, come insegna il detto "il mondo è bello perchè è vario". Il fatto è che i calzini bene o male sono indispensabili e simboleggiano al meglio la nostra condizione di infermità socio-culturale post-moderna. L'uomo occidentalizzato non può stare senza calzini. Sembra incredibile ma è così: i calzini sono uno dei tanti piccoli chiodi che ci hanno arpionato alla vita macabra e capitalista di cui siamo schiavi. i calzini ci hanno allontanato dalla statura dell'uomo selvaggio e allo stato di natura ricodato da Rousseau. Ogni mattina li mettiamo tra gli sbadigli e ogni sera li togliamo tra la stanchezza. E i piedi che puzzano, che li senti che non vedevano l'ora di essere liberi, e li senti sgusciare con piacere la notte sotto le fresche coperte, tutti belli contenti. Qualcuno ci dorme pure coi calzini. E' gente che è oramai completamente perduta, peccato. E' per questo motivo che ora mentre scrivo, alle 11.09 di mattina, me ne sto ancora scalzo, a piede nudo, e godo degli effluvi puzzolenti che risalgono fino alle mie narici stordendomi come fosse un acido mentre scrivo questo post vagamente lisergico e confuso. Una cosa è chiara però: gente ribellatevi! La rivoluzione passa anche dalla lotta contro i calzini! (le donne invece sono pregate di continuare a mettere calze a rete con gonne cortissime, grazie) 2008/4/26 Immensa felicità E' un bel pò che trascuro questo blog, un pò per problemi tecnici accennati nello scorso post, un pò perchè c'eravamo un pò rotti i cojoni e non s'aveva voglia di fare una sega. In effetti non è proprio un bel periodo... è vero è rispuntato il sole e l'estate sembra alle porte ma al di là di questa misera notiziuola da due soldi gli esami si avvicinano e non s'ha ovviametne voglia di fare una sega, sul fronte sentimentale si assiste alla solita piattezza religiosa (tanto che ci si comincia a domandare se si è sbagliato qualcosa qua e là, ben consic che di cazzate se ne sono fatte infinitamente troppe), gli acciacchi fisici perdurano nonostante un mese di riposo (peggio di un vecchio di 95 anni), e il disprezzo per il mondo e per la gente che ne fa parte aumenta ogni giorno. Forse non ci siamo ancora ripresi dalle elezioni e dalla presunta fine del sogno comunista. Forse è solo che sono ancora un pò corroborato dalle fatiche di un venerdì sera assai faticoso sotto il punto di vista fisico e alcoolico. Forse magari è solo che mi manca lo stimolo per scrivere, e quando dico scrivere non alludo certo a queste minchiate da quattro soldi su sto blog sfigato o alle recensione musicali che mi faranno diventare sicuramente il nuovo Simon Reynolds, bensì alla prosa, alla poesia, cui saltuariametne un tempo ricorrevamo per evadere dalla realtà. Ho il timore che se mi mettessi a scrivere potrei perdere del tutto il contatto col mondo circostante, o meglio potrebbe accadermi se decidessi di infonderci davvero tutte le mie energie. Un altro scrittore pazzo sarebbe un buon cliché per vendere libri e far soldi. Purtroppo però comincia a far caldo, son stanco e molto apatico. Servirebbero parole gentili e incoraggianti e una donna in grado di ridarmi energie. In effetti mi senti disperatamente solo in questo periodo e il carico di impegni e problemi che si preannuncia all'orizzonte mi inquieta alquanto. D'altronde sono contento di star solo, essendo un vecchio rincoglionito brontolone e bestemmiatore e mi godo questa mia condizione di semi-infermità mentale mista a arrogante genialità repressa. Avrei voluto scrivere un post sul Ridley Scott degli 80s, sul post-punk malato di fine 70s, su Jonathan Coe o sulle ultime uscite discografiche interessanti. Ma non c'ho proprio un cazzo voglia. Marò che scazzo. 2008/4/22 Isolamento informatico A chiunque si stia chiedendo che fine abbia fatto mando un sonoro vaffanculo, non tanto perchè ce l'abbia con lui ma perchè ho le palle girate a mille grazie a un pc portatile indisponente che sembra mi stia abbandonando del tutto. Insomma donne, non vi ho abbandonato, tranquille! E' solo che mi trovo in una condizione post-industriale pre-informatica in cui mi ritrovo ad un utilizzo minimo del pc. E la cosa fa male. E qui mi accorgo di quanto la nostra società (e io in primis) sia malata. Amen 2008/4/17 La Sinistra ItalianaHo intenzione di spedire da qualche parte questa cosa qua sotto che riassume parte dei miei pensieri sulla situazione della Sinistra italiana. Quella qua sotto non è la versione completa ma la posto lo stesso nella speranza di avviare un dialogo che possa aiutarmi a completare lacune culturali o a ricevere proposte costruttive. E' una cosa molto pesante da leggere quindi consiglio di leggerla solo a chi segue davvero la politica o è particolarmente interessato all'argomento. Ecco, grazie e buona lettura.
Come è stato possibile tutto ciò? Da un lato, certo, c’è stata la logica del voto utile e il conseguente risucchio del bacino elettorale comunista verso l’area del PD, in un’ottica da “mi turo il naso e vado a votare Veltroni sperando che questa rimonta elettorale riesca e non mi debbano capitare altri 5 anni di Berlusconismo”. Questa fetta di elettorato si è trovata in mano con un pugno di mosche e per di più ha visto cancellare (immagino con stupore) la Sinistra tra la sorpresa generale. C’è poi una fetta di elettori che è rimasta delusa dall’operato della Sinistra nell’ultimo governo Prodi, e l’accusa di non aver difeso gli interessi dei lavoratori e di non aver saputo alzare la voce col premier uscente. Curiosamente dalla parte democratica si accusa la Sinistra dell’esatto contrario, ossia di aver tirato troppo la corda e di aver contribuito alla fine del governo. Chiariamoci: delle due l’una. D’altronde al di là della campagna mediatica condotta un pò da tutti a discredito della Sinistra è superfluo ricordare che il governo è caduto molto più in là verso il centro. Ma al di là di tutto ciò che cosa ha potuto vedere un elettore medio, un operaio o una casalinga, dell’esperienza della sinistra al governo? Aumento del carovita, aumento delle tasse (molto mediatico e poco reale per ciò che riguarda i ceti umili ma tant’è) e una cospicua politica dei No: no alla Tav, no agli inceneritori, no a una riforma delle pensioni, eccetera. Quello che la Sinistra non ha capito è che non era più all’opposizione, che dire di no a tutto non è possibile quando si è al governo. L’immagine pubblica che ha preso corpo (spesso a torto) è stata quindi pessima. E tutto ciò per nulla, dato che poi sui contenuti si è spesso ceduto per salvaguardare le minacce del centro moderato. Si è preferito assecondare Prodi nella sua politica di risanamento dei conti pubblici aspettando per rivendicare gli aiuti ai ceti più bassi. Seconda fase che purtroppo non è mai potuta arrivare dato l’evolversi degli eventi. E’ curioso come questa situazione ricalchi quella della solidarietà nazionale del 1976-79 in cui il PCI di Berlinguer accettò di dare il proprio sostegno a riforme impopolari sperando in un secondo tempo fatto di riforme socialiste e legittimazione a governare. Altri tempi, altri numeri politici, uguale miopia politica. O forse è solo un problema di eccessivo senso di responsabilità, di una incapacità a giocare sporco, di un rispetto per le regole che da sempre sembra vivo nella storia della sinistra italiana. Tutto ciò ha contribuito non poco a far perdere consensi, eppure c’era ancora una possibilità di uscirne fuori, di recuperare quel patrimonio che era un 10% abbondante di voti degli italiani. Quello che è seguito però cos’è stato? Un carrozzone inglobante quattro formazioni politiche (RC, Verdi, PdCI, SD) senza un progetto chiaro, convincente e soprattutto costruttivo. E’ rimasta la politica dei No, è rimasta la voglia di difendere i ceti più deboli e i lavoratori precari, ma nessuno che abbia saputo offrire un progetto davvero credibile. La Sinistra Arcobaleno ha perso sul piano dei contenuti oltre che dell’immagine ideologica. Perchè rinunciare così apertamente alla storia comunista? Perchè buttare via falce e martello e ripudiare un passato storico? Pensare di aggiornare uno spirito con un semplice taglio d’immagine si è rivelato vacuo. Per aggiornare la Sinistra al nuovo secolo e alla nuova situazione politico-economica si sarebbe dovuto lavorare di più sui contenuti, ripartire dagli ideali di una volta, cercare di renderli adatti al nuovo contesto storico. E invece Marx è stato ripudiato. E nessuno che abbia saputo parlare di socialismo. Il socialismo è un concetto che è scomparso dalla sinistra italiana (non ritengo il socialismo di Boselli, prosecuzione scialba della versione craxiana degna di tale nome). Eppure mai come oggi sarebbe attuale un Berlinguer che proponga “innesti di socialismo” nell’attuale società. Oggi non c’è nessuno che parli di un modello differente di vita, nessuno che osi mettere in luce il pericoloso squilibrio energetico che si sta venendo a creare nel mondo. Non basta fare un poco convinto appello all’energia rinnovabile. E’ tutto inutile quando la gente sembra disinteressarsi e del prossimo a scapito dell’interesse del momento. Alcuni lo fanno perchè non arrivnao a fine mese, è vero, ma quanti lo fanno perchè ossessionati dall’idea di non potersi permettere l’ultimo bene di lusso? E’ necessario allora tornare a egemonizzare la cultura (Gramsci), risvegliare nella gente un occhio critico e una coscienza che sono scomparsi, distratti dalla speranza di non poter pagare l’ICI. Possibile che a sinistra nessuno pensi che il mondo non può crescere a dismisura? Perchè non si prende spunto da una personalità come Maurizio Pallante che rimette in primo piano l’alienazione del lavoro capitalista e la necessità di una decrescita economica? Perchè nessuno propone un insieme di valori alternativo a quello attuale che vede nel benessere economico e nel consumismo i fini ultimi dell’agire umano? A tutto questo vi invito a riflettere, cari sognatori e idealisti che come me vi ritenete persone di sinistra. Oggi la Sinistra è pari a zero. Quella che è una tabula rasa
può diventare la base di partenza per una rifondazione completa di un soggetto
politico che sappia creare una nuova identità progressista. Un’identità che
sappia ricordare il proprio passato ma che sappia essere concreta e propositiva.
Un’identità che stia sempre dalla parte dei più deboli e di valori fondamentali
come la democrazia, la giustizia, la libertà, l’uguaglianza. Mi verrebbe da
riassumere il tutto sotto la sigla socialismo. Perchè non è una brutta parola
socialismo. Riscopriamola tutti assieme, e cerchiamo di adattarla ai tempi che
corrono. Solo così la gente ricomincerà ad avere valori e a sognare. Perchè di
sognare ce n’è un bisogno disperato.
2008/4/14 Scrutini completati: momento della riflessioneChe si definisce sotto forma di barzelletta: c'è un aereo pieno di turisti che precipita su un'isola deserta. Tra i sopravvissuti si distinguono un americano, un russo, un francese, un inglese, un tedesco, uno spagnolo e un italiano. Per affrontare la situazione si propone di eleggere un capo che prenda il comando e sappia gestire il momento difficile. Mentre tutti convengono che bisogna eleggere il più capace l'italiano guarda affascinato il mare e ascolta con un orecchio sibillino. L'americano propone sè stesso in quanto ex dirigente di un'importante azienda che sa come trascinare un gruppo di persone verso il benessere. Il francese propone sè stesso puntando sulla propria alta formazione culturale che lo ho portato a conoscere tutti i classici della filosofia e della politica. L'inglese, più eclettico, cerca l'accordo con il pragmatico tedesco su un piano di azione comune poggiante su presupposti di fiducia e sacrificio reciproco. Lo spagnolo e il russo propongono invece uno di loro due in una nuova comunità egualitaria che tenti di riproporre in piccolo l'utopia socialista. A un certo punto in mezzo al dibattito furente il tedesco attira l'attenzione degli altri verso l'italiano che sta in panciolle. L'americano prende l'iniziativa e gli chiede cosa ne pensa della questione, al che l'italiano risponde con calma: "Eh ma che fretta c'è, ma godetevi il panorama... E comunque non capisco perchè si debba eleggere il più capace..." Purtroppo non fa ridere è vero. In effetti oggi ho molta voglia di piangere. Sono troppo sconvolto e scoraggiato per fare alcuna invettiva che rimanderò a quando mi sarò ripreso psicologicamente da questo tragico 14 aprile 2008. 2008/4/11 Guida alle elezioni politiche (number 3) Si chiude in bellezza con i veri protagonisti della campagna elettorale: Bruno De Vita (Unione Democratica per i Consumatori): Il vero protagonista e favorito number 1 di queste elezioni. De Vita snocciola le cifre: inflazione al 78 per 100 dal 2001, consumi diminuiti del 3000 per 100 nello stesso lasso di tempo. La sua proposta è di dimezzare il prezzo delle merci per consentire alla plebe di usufruire del panem et circenses. Dovesse vincere lui i produttori salirebbero sugli scudi e i proletari trionferebbero. il vero prosecutore di Karl Marx Fausto Bertinotti (La Sinistra - L'Arcobaleno): lo chiamano il millefaccie. Partita dai sindacati Bertinotti è salito alla ribalta come il grande difensore delle masse povere e dei lavoratori, risultando tra gli organizzatori e uomini guida della vecchia Rifondazione Comunista, nella speranza di rinnovare il verbo marxiano al ventunesimo secolo. Non essendoci del tutto riuscito ci riprova chiamando a raccolta i tanti partitini della sinistra estrema, dai comunisti rifondatori ai comunisti cossuttiani, fino ai verdi ecologisti e alle suffraggette centenarie. Arringa la folla dal tettuccio della sua Ferrari e invoca taglia alle bollette indossando uno splendido pullover di cashmire ma nonostante le malignità di destra Bertinotti afferma di essere l'unico vero difensore del popolo e combatte contro la precarietà, probabilmente perchè ha paura che licenzino la ragazzina che lavora al bar sotto casa sua che fa tanto bene il caffè. Dovesse vincere lui potremmo aspettarci che i conti dello stato diventino improvvisamente un giochino del monopoli. Silvio Berlusconi (Il Popolo della Libertà, Lega Nord, Movimento per l'Autonomia): Silvio Berlusconi...probabilmente la più grande leggenda vivente dai tempi di Braveheart e Topolino. Inizia la sua carriera come capocomico e barzellettiere, poi fa tutti i lavori possibili del mondo passando anche per le fabbriche dove si gloria di aver usato un martello. Grande amico e vero difensore degli operai e delle casalinghe che lo osannano spedendogli ogni settimana buste piene di lasagne e peperonate pesantissime. Berlusconi viene in genere ritenuto un discendente della gloriosa stirpe vichinga: biondo, alto, occhi azzurri e chioma fluente, ha uno spirito guerriero con cui si gloria di aver sterminato buona parte del mondo comunista. E' salito alla ribalta politica dopo che la Dc gli ha ceduto lo scettro per evitare cadesse nelle mani degli sporchi rossi. Berlusca ha sfruttato legami con la nobiltà agricola del Sud e con un certo panterone del nord, tale Umberto Bossi (il cui obiettivo è che il panettone diventi piatto nazionale), oltre che al moderatissimo Gianfranco Fini, vero erede della tradizione popolare europea, nonostante certi ammiccamenti per la figura dello storico statista ciccino Mussolini. Berlusconi afferma che se verrà eletto la gente non pagherà più le tasse, ognuno potrà avere secondo propria necessità e lui avrà il diritto di continuare a stordirci con la sua televisione e con sue leggi ad personam che faranno il bene del paese. La magistratura verrebbe probabilmente ridotta a insegnare matematica negli asili nidi mentre chiunque lo abbia conosciuto o stretto la mano almeno una volta potrebbe aspirare a fargli da ministro dell'economia. E' previsto anche un transfer speciale del brasiliano Ronaldinho per festeggiare un'eventuale vittoria elettorale. Walter Veltroni (Partito Democratico e Italia dei Valori): Veltroni negli anni 70 è uno di quei comunisti che sono socialdemocratici ma non lo dicono perchè è una brutta parola. Oggi invece è uno di quei democratici chiamaramente comunisti che però si nascondono dietro un velo d'oro zecchinato. Il suo partito è un curioso intreccio tra liberali, ex-comunisti, democristiani di sinistra, proto-radicali, giustizialisti, socialisti, socialdemocratici, cattolici e laici. Per mettere insieme tutta questa bambagia la leggenda vuole che un giorno si sia giocata una super partita a risiko per decidere chi dovesse prendere in mano la situazione. Ne uscì il simpatico pacioccone Veltroni, uomo di smisurata esperienza Capitale, ex regista, scrittore, viaggiatore e filosofo, idealista ma concreto, l'uomo ideale per dire tante cose in maniera convincente e soprattutto senza nessuna ideologia ben precisa. Il numero di promesse fatto da Veltroni sfiora l'inverosimile ma il suo staff assicura che sono già stati riempiti 87 bloc-notes che serviranno per adempiere pienamente alle riforme dei primi 100 giorni. Dovesse vincere lui probabilmente il paese vivrebbe un'epoca di cordialità fittizia che sfocerebbe dopo 4 giorni nella terza guerra mondiale, probabilmente scatenata da un colpo di stato del falco Massimo D'Alema appoggiato dal generale Fassino, pronti ad approfittare delle Armate Rosse di Ferrando e Turigliatto per avviare la prima grande purga di massa e far ritornare in auge il comunismo scientifico sovietico. (nell'ordine Berlusconi mentre manda affanculo i coglioni di sinistra, Bertinotti mentre perplesso gli hanno detto che quello che sta fumando è l'ultimo sigaro cubano che Fidel gli ha mandato, De Vita che non sia quale sia tra i due, Veltroni mentre incita i compagni a prendere in mano la scope e i bastoni per punire quel gran cattivone di Rotondi) 2008/4/10 Guida alle elezioni politiche (number 2) Si riparte con the second part e via altri 4 candidati allora: Enrico Boselli (Partito Socialista): Il Psi risorge dalle sue ceneri e dopo aver ricomposto la metà dei milleduecento scismi che l'hanno colpito dopo Tangentopoli torna più fresco che mai con l'obiettivo di restituire al paese un simbolo storico. A proposito di Tangentopoli è curioso ricordare come il vecchio PSI di Craxi avesse una volta le mani in pasta in così tante cose da far invidia alla DC. Fortunatamente però il prode Di Pietro a colpi di sciabola giganti restituì integrità al corrotto garofano rosso e ora il Bosellone nazionale torna più in forma che mai per reclamare laicità e diritti civili per tutti. Curioso anche che un partito socialista di fatto non aspiri al socialismo, ma questi sono dettagli. Dovesse vincere il Bosellone potremmo aspettarci una mega-purga contro ex dirigenti del PDS (oggi tra le fila del PD) e una legge che faccia portare un cappellino da cow-boy a Razinga. Flavia D’Angeli (Sinistra Critica): probabilmente il partito più bello di tutti: anticapitalista, femminista ed ultra-ecologista, deve la sua origine alla storica dissidenza del senatore Turigliatto che pur attorniato crudelmente dalle armate prodiane seppe resistere con le sue convinzioni e votare contro un governo di centro-sinistra chiaramente troppo orientato a destra. Poco gli importava che così facendo favorisse la caduta del governo più a sinistra degli ultimi 60 anni e spalancasse le porte per le suddette elezioni. Personaggio stoico degno incrocio tra Platone e Grande Puffo Turigliatto si ispira a grandi personaggi comunisti come Che Guevara, Luxemburg, Trotskij, Marcos, Lenin, e afferma imperiosamente che voterebbe un governo formato esclusivamente da lui, Ferrando, 4 fighe di legno e una massa di diseredati bolscevichi. Dovesse vincere lui potremmo ritrovarci un governo critico con sè stesso fin dal primo giorno, ma soprattutto con tante proto-donne nei posto di potere d'Italia. Alcuni analisti prevedono che il genere maschile potrebbe estinguersi sotto la sua direzione nel giro di 20-25 anni. Stefano De Luca (Partito Liberale Italiano): De Luca, ultimo baluardo della tradizione liberale italiana che si rifà al vecchio conte di Cavour e agli industriali inglesi di fine '800. Risoluto sostenitore della globalizzazione De Luca consiglia di trasferire tutte le industrie italiane in Mozambico, dove il costo della manodopera è più bassa perchè la gente viene pagata in gallette e cassette dei Backstreet Boys. I sindacati per lui sono solo un piccolo fastidio che ostacola, ha ostacolato e sempre ostacolerà lo sviluppo del paese, onde per cui la sua proposta è di sostituire i lavoratori che rimarrebbero in Italia con automi d'acciaio rinforzati dalla figa della Bindi (a detta di molti ultra-resistente perchè mai usata) che lavorerebbero gratis per la massa la quale però rimarrebbe senza lavoro e quindi senza dinero. Roberto Fiore (Forza Nuova): Fiore si considera l'ultimo vero baluardo della tradizione fascista italiana e dopo essersi abilmente smarcato da Storace e Mussolini con u ndribbling degno del miglior Cuccureddu ora si presenta da solo offrendo come piano economico la proposta di rinsaldare l'industria dei manganelli di lattice con il chiaro intento di ficcarli su per il deretano a chiunque di professi più a sinistra di lui medesimo. Il blocco dell'immigrazione sarebbe sicuramente il primo provvedimento da attuare mentre sembra sia stato progettato un complesso sistema scientifico per tramutare albanesi e rumeni in insidiosissime trappole per marocchini, in un circolo che dovrebbe restituire l'Italia agli italiani-ariani nel giro di una decina d'anni. Nel frattempo si prevede che Fiore dichiarerà guerra all'Azerbaigian e verrà clamorosamente sconfitto dopo aver scoperto che un cazzotto in bocca fa male. A domani per il gran finale! (le foto nell'ordine ritraggono il gentleman Fiore durante una discussione con Rita Levi Montalcini, un rilassato Boselli mentre ronfa durante l'ascolto di Prodi, il mummificato De Luca in una foto del 1962 e il nostro paladino Turigliatto, scelto al posto della D'Angeli in quanto non sono state trovate sue foto in internos, probabilmente perchè troppo cesso) 2008/4/9 Guida alla elezioni politicheEssendo un cittadino dotto e coscienzioso farò un breve riassuntino assolutamente acritico e imparziale che vi guiderà nei meandri delle elezioni politiche 2008 del 13-14 aprile che decideranno chi governerà il paese per gli anni a venire. Dunque allo stato attuale troviamo ben dodici candidati premier. Cercheremo di dare adeguata analisi per quattro alla volta. Oggi iniziamo da: Daniela Santanchè (La Destra-Fiamma Tricolore): una simpatica e prosperosa proletaria famosa per aver scommesso con le amiche che un giorno sarebbe riuscita a convertire qualunque comunista con la forza di un pompino. Non essendoci riuscita del tutto (ma avendo cmq contribuito alla felicità nazionale con una strepitosa serie di prestazioni orali) è comunque riuscita ad arrivare ad essere la candidata del partito semi-serio più destroide del paese, che si gloria di un'origine fascista da camicia nera e olio di ricino. In caso di vittoria della Santanchè sono previsti zucchini nel culo per tutti quei lercioni di comunisti e una probabile scomunica europea. Stefano Montanari (Per il Bene Comune): uno che guida un partito del genere avrà chiaramente il mio voto. Del tutto sconosciuto e privo di ideologia netta, come si può fare a resistere al suo slogan "per il bene comune"? I post-68ini sono già in fermento e si attendono un ritorno al sesso libero in grande stile. Voci di corridoio annunciano che in realtà Montanari intendeva scrivere "Per il bene del comune", ossia della propria Modena che dovrebbe diventare nuova capitale d'Italia riaprendo una corte di modello settecentesco. Marco Ferrando (Partito Comunista dei Lavoratori): il prode Marco Ferrando una volta era uno studentello fancazzista che non pensava ad altro che alla figa. Poi dopo un paio di canne fece un sogno in cui gli comparve Trotskij che lo invitò a rinnovare la lotta per una società più comunista. Senza pensarci due volte il prode Ferrando si dà da fare, si laurea in Storia (mamma mia!) dopodichè inizia un percorso da ultra-mega-emarginato cercando di dividere la sinistra in mini-partitini sempre più piccoli e insignificanti prima di entrare in Rifondazione Comunista per cercare di riportare sulla retta via i compagni smarriti. Fallendo miseramente lo scopo Ferrando capisce che può salvare il paese solo in un modo: formando l'ultimo nuovo partitino del cazzo che si gloria di spaccare la Sinistra assieme al compagno critico Turigliatto e di preservare nel suo simbolo la storica falce e martello, ossia strumenti che agricoltori e operai probabilmente non conoscono neanche più dato che son stati sostituiti da attrezzature più moderne. In caso di sua vittoria è già pronto il progetto di renovatio del mito dell'Armata dalla Giubba Rossa, un curioso intreccio tra l'esercito sovietico della prima ora e i Mille di Garibaldi. Pier Ferdinando Casini (Unione di Centro): tra gli ultimi grandi Highlander della storia. Si dice infatti che Cristopher Lambert si sia ispirato a lui per la gloriosa serie di film a tema. Altri sussurrano che abbia scritto lo stesso Casini la sceneggiatura sotto lo pseudonimo di Antonio Pizzicottella. Ad ogni modo un personaggio vero, uno dei pochi veri democristiani ancora in circolazione, uno di quelli che se la terra si spaccasse a metà lui preferirebbe cadere nel fossato piuttosto che scegliere una sponda. Grande moderato e difensore della famiglia (tranne della sua ovviamente, dato che è divorziato) voci di corridoio affermano che il Pier avrebbe già pronto un piano di ristrutturazione abitativa che preveda la sistemazione di un quadro del Ratzinga-Darth Father in ogni stanza d'Italia. Nonostante queste maldicenze possiamo aspettarci un futuro roseo con lui: riapertura di centrali nucleari sotto casa, tangenti e raccomandazioni a go-go con conseguente grande ritorno all'occupazione non precaria, rifiorire dei rapporti con la Mafia di Cosa Nostra con cui Salvatore Cuffaro avrebbe già preso discreti accordi a suon di cassate e cannoli siciliani. Perchè ricordatevi che nonostante tutto da una parte ci sono i comunisti, dall'altra i fascisti, ma il grigiume democristiano non muore mai e va sempre di moda. Yo! (le foto vedono nell'ordine: il bel volto pacioccone di Stefano Montanari, quel grandissimo gnoccolone-provolone-piacione di Fonzie-Casini, l'eleganza squisitamente charmant dell'incantevole Santanchè, l'espressione rigidamente statuaria del rettissimo Ferrando [è probabile che avesse una scopa nel culo in quel momento]) 2008/4/5 Solita cosa inutile ma divertenteossia la presa per il culo reciproca di uomini e donne. Ed essendo io un dichiarato ninfomane asessuato approfitto di questa occasione per prendere per il culo l'intera umanità eccettuati trans, ermafroditi e Berlusconi e la Bindi (legge della par condicio docet), per i quali gli scienziati stanno discutendo su un metodo valido in grado di identificarne la natura sessuale. Copio e incollo quindi da un altro splendido blog questa cosina divertente e inutile, sperando possa procurarvi un sorrisino ingenuo in questa ennesima giornata cominciata di merda (e non si vede come potrebbe migliorare). Usi e abitudini
1. Soprannomi
2. A cena fuori
3. Soldi
4. Bagno
5. Discussioni
6. Futuro
7. Successo
8. Matrimonio
9. Vestirsi
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2008/4/4 Carpenter finallyA Milano c'è un vento della malora e la qual cosa rompe i cojoni. Siamo ad aprile e gradiremmo un'estate anticipata ma per ora non rimane che stare ancora chiusi in casa a guardarsi filmz e far finta di essere intellettuali. E allora ecco un mega post di sbrodolii cazzuti sulla filmografia di Carpenter. Si ricorda la gentile clientela che la prima parte (fino a Fuga da New York 1997) era già stata svolta in qualche luogo arcano di questo blog quindi senza troppe ciance ecco la seconda parte (tra parentesi il voto del sottoscritto): 1982-La cosa: al polo sud un gruppo di scienziati lavora a non si sa cosa in una di quelle stazioni scientifiche distocazzo. La prima cosa che balza all'occhio è che c'è Kurt Russell e subito si capisce che non ha la faccia da scienziato. C'è poi il solito negro di presenza e una serie di personaggini ben costruiti. Tutto molto bello fino a quando arriva un cane inseguito da due norvegesi che tentano di sparargli contro per chissà quale motivo. Film bello, riuscito, in bilico tra fantascienza, soft-horror, giallo-azione e protagonismo macho alla Russell che cozza con degli effetti speciali non esaltanti (e vabbè) ma con una fotografia di tutto rispetto. Bello il finale da uomini veri che ce l'hanno lungo due metri. (8,5) 1983-Christine la macchina infernale: avete presente l'episodio dei Simpson in cui c'è la bella macchina assassina? Ecco parodiavano questo film che per quanto non sia esaltante scorre bene. Lo sfigato di turno incontra la macchina pazzeriella e inizia a diventare figo e a far scorrere il sangue. (7) 1984-Starman: mah, francamente non un granchè. Jeff Bridges in un ruolo un pò bamboccione in un film che sembra ricalcare il filone fantascientifico buonista di Spielberg, della serie gli alieni sono buoni ma il governo è cattivo e allora bisogna aiutarli a scappare. Francamente atipico da Carpenter (5,5) 1986-Grosso guaio a Chinatown: tamarrata di incredibile livello che mischia toni da commedia demenziale, mostri improponibili, parodie di kung-fu alla Bruce Lee e cinema d'azione con il mitico Kurt Russell che non fa un cazzo di nulla per tutto il film ma piace lo stesso. Da vedere in un sabato sera sfigato con gli amici del cuore. (8,5) 1987-Il signore del male: horror demoniaco-claustrofobico un pò pacchiano. Non ha lasciato granchè (6) 1988-Essi vivono: due protagonisti improponibili per il iflm più politico di Carpenter; un mondo in cui gli alieni hanno preso possesso della Terra e la comandano silenziosamente e di nascosto sfruttando il potere capitalista. Concept strepitoso in sè, degno di Orwell, huxley e compagnia bella. Certo la realizzazione lascia un pò a desiderare visti gli scarsi mezzi a disposizione ma si sfiora il miracolo. (8,5) 1992-Avventure di un uomo invisibile: gradevole commedia su un tema abbastanza classico come l'invisibilità causata dal solito incidente proto-nucleare. (7) 1993-Corpi estranei: film tv da quattro soldi. (4,5) 1994-Il seme della follia: un tizio che scrive libri stile Stephen King inizia un movimento di isteria di massa nel popolino. La gente impazzisce. Lo scrittore scompare. Un investigatore lo ritrova in una città che non figura sulla mappe. una città che sembra uscita fuori da uno dei suoi romanzi. E vi succedono cose strane. Splendido film di fantascienza che gioca sul concetto di realtà-finzione con tutti i suoi significati "meta" che si porta dietro. (8,5) 1995-Il villaggio dei dannati: in un villaggio un giorno tutti svengono, semimorti, senza apparente motivo. Le donne si ritrovano incinta. 9 mesi dopo partoriscono dei piccoli alieni tutti carini ma con i capelli grigi e una forza psicocinetica sovrannaturale. Come andrà a finire? In realtà non un granchè anhce se i bimbetti sono inquietanti. (6) 1996-Fuga da Los Angeles: rifacimento di quel capolavoro che fu Fuga da New York (sempre Carpenter nel 1981) e si può dire che la riuscita sia sorprendente. Forse un paio di tamarrate di troppo ma l'ambito ancora più politico e alcuni spezzoni davvero esaltanti (partita di basket in primis) oltre a un cast ben piazzato ne fanno probabilmente l'opera più riuscita e godibile di Carpenter. E poi aò quando c'è Kurt Russell tutti si inchinino. (9,5) 1998-Vampires: filmetto sui vampiri abbastanza classico ma con un ottimo ritmo. E James Woods fa ottimamente la parte del duro. (7) Voilà. |
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