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2007/2/27 Ok parliamo di musicaE iniziamo da quella che probabilmente è la più grossa delusione dell'anno (almeno per il sottoscritto) ossia il nuovo disco degli Stooges, The Weirdness. Premesso che chi non conoscesse gli Stooges e i tre album-capolavoro che hanno fatto tra 1969 e 1973 è pregato di procurarseli subito (checcazzo li trovate pure recensiti nella colonna qui a fianco), detto questo arriviamo al dunque. E' vero che Iggy Pop aveva già fatto un album solista un paio di anni in cui comparivano anche i fratelli Asheton, però io finchè non si faceva un album con la stampa "Stooges" mi rifiutavo di ascoltarlo. Non so perchè ma c'era in me qualche convinzione salvifica su tale nome e speravo che The weirdness avrebbe potuto essere non dico un capolavoro ma perlomeno un buon disco. Oltrettutto avendoli visti all'Idroscalo dal vivo poco meno di sei mesi fa in ottima forma (nel concerto più bello della mia vita probabilmente) c'erano anche motivi validi per essere ottimisti. E invece. E invece l'album è una ciofega. Ma proprio ciofega forte. Iggy non ha più voce. Ma proprio niente. I brani ce ne fosse uno originale, niente proprio. Ma poi anche se vuoi fare un disco hard-rock vecchio stile mica lo condanno. I Wolfmother l'anno scorso se ne sono usciti con un disco che spacca i culi eppure di innovativo non avevano niente di niente. Qui però non si riesce a salvare niente. I riff triti e ritriti sono addirittura meno originali di quelli che potrebbero suonare i Darkness (e senza Justin Hawkins!). Piattume infinito, ecco che cosa sembra di sentire. E bastano due ascolti per capire che non lo si vuole mai più ascoltare. Che tristezza. Meglio ricordarli per come erano una volta. No fun. 2007/2/24 Questa non è una poesia d'amorepiuttosto scadente me ne rendo conto, ma la pubblico come dedica a una ragazza molto speciale senza la quale non so cosa farei. Michelle è per te! Questa non è una poesia d’amore Questa non è una poesia d’amore Questa non è una poesia d’amore Questa non è una poesia d’amore 2007/2/19 Ai confini della realtà.Ecco come mi sento dopo aver toccato i confini di letteratura e cinema. Cominciamo con uno dei romanzi più belli che abbia mai letto: Il Maestro e Margherita di Bulgakov. Scritto negli anni '30 dall'autore russo-sovietico (ma in polemica dichiarata col regime di Stalin tanto che il libro venne pubblicato solo immane tempo dopo) l'opera è spettacolare: si trova la vera storia di Ponzio Pilato e la vita quotidiana della Mosca socialista, Il martirio di Gesù e una serie di ritratti degni del miglior Dostoevskji, Satana e il delirio. 500 pagine che mi sono bruciato in poco più di una settimana. Era da tempo che non trovavo un libro che mi tenesse così appassionato. Un capolavoro del '900 che va a aggiungersi ad altri come Il castello di Kafka, lo straniero di Camus e Autodafè di Canetti e tanti altri. Un libro MASTODONTICO! E poi oggi ho visto IL FILM, quello definitivo: INLAND EMPIRE di David Lynch. Una cosa che effettivamente è impossibile da descrivere, ma io ci proverò lo stesso. Cominciamo dal fatto che dura tre ore ed è un film praticamente senza trama. E continuiamo dicendo che durante tutta la durata non mi sono mai annoiato un istante e che uscito dal cinema sono rimasto inebetito per un paio d'ore e la prima cosa che ho fatto arrivando a casa è stato mettermi a scrivere sul blog. Ora, fatte queste premesse posso cercare di dare una descrizione a cascata: è un film claustrofobico, schizofrenico, devastante, a tratti psichedelico, sempre e comunque inquietante, atmosfere talvolta alla Cronenberg talvolta alla Kubrick (quello di Shining per intenderci), spaventoso, ossessionante, liricamente sublime, tecnicamente impressionante e comunque avvolgente e coinvolgente come pochi. Soprattutto sappiate che resterete per ore,giorni e settimane a cercare di capirci qualcosa. La cosa che fa davvero bestemmiare durante la visione del film è che quando sembra che cominci a capirci qualcosa (perchè hai avuto l'intuizione geniale o perchè l'autore ti butta lì un indizio) e stai cominciando a inquadrarlo un attimo dopo il tuo spunto se ne va a puttane che è subentrato un nuovo elemento a sconvolgerti tutto lo schema che ti eri fatto in mente. E cmq in ogni caso va visto. Porco diaz va assolutamente visto! E magari va anche rivisto. Anche se rimane il dubbio che non ci capirò niente lo stesso. 2007/2/16 30° recensione!Siamo arrivati alla 30° recensione scritta per il sito www.storiadellamusica.it urrà! Essendo io per natura uno che si imbarca sempre in mille progetti e non ne porta mai a termine uno sono contento e oltremodo stupito di constatare che per una volta sembra le cose vadano davvero come debbano andare. 30 recensioni non sono poche e mentre alcune (soprattutto le prime) sono effettivamente abbastanza scandalose per ingenuità e incompetenza per la maggior parte sono abbastanza soddisfatto. Mi riferisco in particolare ai lavori su Radiohead, Stooges e Joy Division, "classici" che ho cercato di rivisitare in maniera non banale (quante cose sono state dette su di loro?) optando per un'attenzione particolare ai testi e cercando di rendere al meglio una prospettiva diversa dalle altre. Ma penso di aver fatto un discreto lavoro anche con gruppi e album sconosciuti appena usciti di cui trovare notizie su internet è una vera impresa. Ad ogni modo le recensioni sono quelle qui a fianco sulla destra del vostro schermo. Quelle più in alto sono le più vecchie scendendo si va verso quelle più recenti. Chi volesse commentarle (anche solo per dire che sono uno stronzo) può liberamente farlo sul sito. Cmq sono contento soprattutto perchè sembra che il sito stia lentamente decollando (l'altra settimana 300 visite contro le 200 di un mese fa) e oltretutto grazie agli sforzi immani del mio capo (musicale beninteso) e del suo fido programmatore sta venendo fuori una cosa davvero bella da vedere. Senza contare il fatto che oltre a scavare tra i classici rock-pop (tra cui restano cmq vistose lacune e su cui c'è tantissimo su cui lavorare) il sito mi sembra ottimo soprattutto per seguire la scena musicale attuale. Ogni giorno due dischi usciti nell'annus domini corrente 2007. Fatevi due conti e noterete che in un anno viene una cifra immensa. Per dire siamo sui livelli di Ondarock (forse anche oltre) e Pitchfork (senza essere eccessivamente snob come loro). Ma soprattutto. Quello che non vedo l'ora che accada. E' che sembra prossimo l'avvento di una redazione di cui io farei parte. Questo vorrebbe dire maggiori responsabilità e impegni è vero, però anche dischi gratis e accrediti stampa ai concerti. E sarebbe il raggiungimento di uno dei miei obiettivi di fanciullo: riuscire a ottenere qualcosa con la mia più grande passione. Certo siamo lontani dall'avere un negozio di dischi stile Alta fedeltà (Nick Hornby) o essere critici affermati alla Lester Bangs però sarebbe già un importante traguardo. D'altronde i sogni sono duri a morire. E meno male. |
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