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2008/12/25 Film: Top Ten 2008 1) Il divo 2) Batman 3) Lo scafandro e la farfalla Non è un paese per vecchi onora il padre e la madre La Banda Baader Meinhof Espiazione Miracolo a sant'anna Il petroliere Wall e 2008/12/20 Pillole musicali del 2008 per menti non troppo affaticateArticolo scritto per "L'urlo", giornalino universitario dell'ULD (studenti di sinistra della Cattolica). Niente di che ma giusto per far vedere che siamo sempre vivi. E’ stato un bell’anno il 2008 a livello musicale. Proviamo a tirarne fuori l’essenza principale e a suggerire qualcosa a tutte le tante categorie in cui sembra si diverta a riunirsi il genere umano. Cominciamo dal settore sinistroide orfano non più soltanto dei CCCP ma anche della rappresentanza parlamentare. Questi poveri sfigati dimenticati dal mondo si potranno consolare con i testi malinconici degli Offlaga Disco Pax (Bachelite) o con la nuova promessa del cantautorato di protesta che prende il nome di Luci della Centrale Elettrica (Canzoni da spiaggia deturpata). Uscendo da questo covo di facinorosi ci gettiamo nella mandria di vecchi sessantenni incalliti sostenitori che gli anni 60-70 siano stati la meglio cosa di sempre. Costoro troveranno consolazione nell’hard-rock dei Black Mountain (In the future), nel folk-pop dei Fleet Foxes (s.t.) in stile Nashville, nel country-pop-folk dei Dr.Dog (Fate) che nonostante il nome non è un maledetto rappettaro. Ma passiamo ora alla sempre nutrita schiera di delusi e sconsolati stanchi di vivere, meditabondi della filosofia schopenariana e sostenitori del mal de vivre. Si parla di quei robbosi dei darkettoni, che avranno di che gioire (ovviamente molto sommessamente) con i dischi di Have a Nice Life (Deathconsciousness) e dei redivivi Portishead (Third) che per l’occasione hanno fatto scontrare il trip-hop con l’industrial-gothic. Roba che non si vede tutti i giorni in effetti. Se poi ciò non dovesse bastare i cari depressi possono continuare a deprimersi con l’ennesimo tragico disco degli Xiu Xiu (Women as lovers), il cui cantante continua imperterrito a non volersi tagliare le vene nonostante la musica che produce. I vecchi nostalgici degli anni ’80 (che purtroppo non mancano mai, come si può constatare dal successo che ha avuto la reunion dei Duran Duran) potranno forse godere ignominiosamente del nuovo disco degli M83, incredibile opera che riesce a far piacere il synth-pop (probabilmente il genere più bistrattato della storia) anche al sottoscritto. Se invece apprezzate di più la produzione post-punk sempre di quel periodo non potrete non ascoltare le opere schizofreniche delle Rings (Black habit) o quelle profondamente black dei Tv on The Radio (Dear Science). Chi dimentichiamo? Ah beh ci sono i fattoni che vogliono nuove su eventuali dischi psichedelici da tenere in loop per 4-5 ore di fila. A loro si consiglia il disco dei Silver Mt. Zion (13 blues for thirteen moons) che prende il post-rock e lo fonde mirabilmente con esperienze kraute di vecchia data. Tangerine Dream, Neu e compagnia di bella si ritrovano anche nel sublime disco degli Oneida (Preteen Weaponry) e fa peccato non citare anche l’ultimo incantevole album dei Brian Jonestown Massacre (My bloody underground). Siete dei maledettissimi indie a cui piace vestirsi con tutte quelle imbarazzanti righine orizzontali? C’è il nuovo disco degli Okkervil River (The stand ins), uno dei gruppi pop primordiali del nuovo millennio. Oppure potete buttarvi sul duo garage-shoegaze dei No Age (Nouns) o sull’ennesimo disco sempre discreto dei Death Cab For Cutie (Narrow stairs). Siete dei metallari? State alla larga dal nuovo dei Metallica (l’imbarazzante Death magnetic) e piuttosto esplorate il folk-metal degli Agalloch (In white) o vecchi miti come Meshuggah (Obzen). Volete ballare? Potete scegliere tra i ritmi afro di Mark Stewart (Edit), quelli dub-truzzi di Benga (Diary of an afro warrior) o quelli disco-pop dei Cut Copy (In ghost colours). Se infine siete delle simpatiche donnette a cui piacciono le voci femminili e si sciolgono appena si parla di romanticismo e folk-pop rosa allora c’è tutto un filone di cantautrici che non finisce più: cercate Essie Jain (Theinbetween), Dawn Landes (Fireproof) o Josephine Foster (This coming gladness). Ecco ovviamente ci si sarà di sicuto persi un sacco di roba
e un sacco di gruppi di ascoltatori più o meno monolitici. Chiunque può sempre
sfruttare quel meraviglioso mondo che è il web e farsi un’idea sulla musica di
qualità che circola in maniera sotterranea e che arriva solo per briciole su
mtv. Chi invece si accontenta di Dari, Tokyo Hotel e compagnia bella può
continuare ad accendere senza problemi Mtv con la sua bella musica di plastica.
2008/12/6 Berlusconi contro internetLa notizia che Berlusconi vorrebbe regolamentare internet non è propriamente un fulmine a ciel sereno. Già da tempo infatti esponenti della maggioranza (ma anche elementi tra le file del PD) manifestano la volontà di “mettere ordine” nel caos del web, con particolare riferimento al libero proliferare del fenomeno bloggistico. Lo scopo appare quantomeno evidente: cancellare (o quantomeno controllare pesantemente) uno degli ultimi baluardi della libera informazione in un paese, l’Italia, altrimenti molto ben controllato mediaticamente dal gruppo Berlusconi & company. Nonostante la accuse ai direttori di Stampa e Corriere della Sera non si può certo reputare i due quotidiani dei baluardi dell’informazione sinistroide, né tantomeno dei pilastri dell’antiberlusconismo. E’ anche grazie a questi giornali che il PDL ha vinto le elezioni riuscendo a imporre titoli cubitali sui temi da esso imposti (Sicurezza, Alitalia, ecc.). Perché dunque questi attacchi scriteriati a due giornali così poco eversivi nei confronti dell’attuale governo? Un richiamo all’ordine per ricordare a tutti chi comanda? Forse. Oppure una calcolata strategia volta per l’ennesima volta a indebolire la Verità, una cosa scomoda che l’attuale presidente del consiglio mostra di non gradire particolarmente. La verità dei fatti, quella che ogni tanto qualcuno tira fuori dal cilindro per ricordare gli enormi conflitti di interesse di Berlusconi. Verità dei fatti che saltuariamente viene esposta sui giornali, raramente (e in poche isole ancora libere) in televisione e per fortuna perennemente su libri e internet, mezzi a disposizione di chiunque. Ma è difficile che il lavoratore stanco arrivando a casa la sera dopo otto ore di lavoro trovi la forza di mettersi a leggere l’ultimo libro di Travaglio o di Rizzo in grado di aggiornarlo sulle malefatte della casta politica. Sempre di più sono invece coloro che si informano su internet, tramite blog specializzati o riviste e quotidiani in formato digitale. Si può discutere sulla possibilità di cadere nei tranelli della rete, per la difficoltà di avere solidi sostegni cui ancorarsi per giudicare la veridicità di ciò che si legge. E’ innegabile però che mai nella storia si sia avuta una fonte così inesauribile di risorse, in grado di aprire la mente dell’uomo comune, introducendovi una certa capacità critica in grado di non fargli accettare senza ragionare ogni “verità presunta”. Oggi internet è un baluardo per la libertà di informazione e quindi per la stessa democrazia, ed è inevitabile che il suo peso diventi sempre maggiore per la sua diffusione a macchia d’olio tra le masse (e questo nonostante i molti ritardi della nostra penisola riguardo all’Europa). Pensare di regolamentare internet significa avviarsi sulla strada di paesi dispotici e autoritari come l’attuale Cina, che oscura sistematicamente certi concetti come libertà, democrazia, tolleranza religiosa. Contro ogni totalitarismo informatico e mediatico diciamo quindi no alla regolamentazione di internet e sosteniamo la massima libertà di azione per gli utenti di tutto il mondo. |
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