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日志


2008/11/29

Rieccoci sul pianeta terra

E' passato grosso modo un mese da quando ho iniziato ad impegnarmi attivamente nella cosiddetta onda anomala. L'obiettivo personalissimo era di riuscire a portare in piazza 300-400 persone dell'università cattolica partendo con un corteo autonomo dalla sede centrale. Obiettivo tragicamente fallito per vari motivi. non è più il 68, l'organizzazione non è stata delle più estasianti, la coscienza critica collettiva non è più quella di una volta, numerosi errori politici sono stati commessi e a mio avviso continuano ad essere commessi tuttora. Qualcosa di buono l'abbiamo fatto raccogliendo mille firme tra gli studenti della cattolica contro la legge 133. Di queste mille firme però non siamo riusciti a portarne neanche un decimo in piazza. Questione di indole o forse semplicemente di nostra abbondante invisibilità nell'ateneo.
Credo che a questo punto sia impossibile presumere di avere nuovi riscontri in cattolica sugli attuali decreti. Immaginare che la protesta possa trovare terreno fertile da noi con successivi interventi legislativi ancora più impopolari è altamente difficile. Berlusconi e companeros sono capaci di tutto ma non credo siano così sciocchi da riaccendere la miccia tra studenti che iniziano a sentire la stanchezza. Credo che i futuri interventi politici saranno quindi più moderati e attenti a non creare troppo malumore, tanto il danno grosso è già stato fatto, non c'è bisogno di soffocare subito le università. Si può lasciarle morire lentamente di fame, non c'è tutta questa fretta.
Perchè insisto così tanto sulla Cattolica? Perchè a mio avviso riuscire a mobilitare una massa critica e attiva in un'università privata così importante era cosa possibile e doverosa. mai come oggi abbiamo avuto modo di far entrare la politica in un luogo tanto impervio come questo. E per di più con argomenti inattaccabili. Con motivazioni sacrosante. Le mille firme stanno lì a dimostrarlo: sui contenuti la gente non può non rendersi conto della porcata che è stata fatta. Accendere la protesta in cattolica avrebbe avuto un grande impatto sull'opinione pubblica e sui media, avrebbe riaperto molte domande interiori tra le persone più chiuse e retrive, avrebbe ridato linfa a un movimento milanese un pò più stanco rispetto a un mese fa. E avrebbe anche potuto essere la nascita di un nucleo di persone impegnate su cui lavorare con iniziative di vario tipo.
Tutto questo non si è verificato, e per vari motivi, che alla buona sono già stati elencati sopra.
L'ultimna possibilità di raduno rimane il 12 dicembre in occasione dello sciopero della CGIL. Ma all'interno dell'ULD (studenti di sinistra della cattolica) già in molti si sono detti contrari ad aderirvi ufficialmente. Con queste basi diventa impossibile lavorare a trovare persone in un'università così chiusa e ciellina come la cattolica.
Forse è il caso di tornare a far numero con quelle di scienze politiche della statale.
2008/11/23

Siamo ancora vivi

Questo blog non viene più aggiornata per evidente inutilità ma anche e soprattutto perchè dalle parole si è passati ai fatti. Basta fare i comunisti da poltrona e dentro con l'impegno.
Prima o poi tornerò comunque, abbiate fede.
2008/11/2

Milano 30 ottobre. No Gelmini day

Noi c'eravamo. Voi?
   
2008/11/1

Per chi avesse ulteriori dubbi

Copia e incolla da qui


di ANDREA DI NICOLA


Scontri di Piazza Navona la verità monca del governo

Uno studente aggredito da Blocco studentesco prima degli scontri

ROMA - Uno scontro, anzi un assalto dei centri sociali contro i ragazzi pacifici di Blocco studentesco. La verità costruita dalla polizia e confezionata dal governo è bell'e pronta per andare in onda su Tg e televisioni. Tutto vero: gli universitari sono entrati in piazza Navona ed hanno affrontato i neofascisti di Blocco studentesco. Tutto vero, ma solo una parte della verità. Una parte perché non dice cosa è successo in quella piazza romana prima dello scontro. Non dice insomma, come ricostruito da un ragazzo che ha scritto a Repubblica e come testimoniato da decine di foto che, prima dell'azione degli universitari, un camioncino pieno di mazzieri aveva aggredito a cinghiate e a sprangate gruppi di quindicenni che fino a quel momento avevano giocosamente, accompagnati dai loro professori, contestato il decreto Gelmini.

Dal famigerato pulmino bianco sono scesi studenti, molti evidentemente fuoricorso, che a botte e calci si sono posizionati nel cuore dell'assembramento di ragazzini delle medie superiori spargendo violenza e terrore allo scopo di connotare a destra la protesta studentesca. Solo a questo punto intervengono gli universitari chiamati dai più giovani per cercare una difesa che la polizia non ha saputo offrire. Dal corteo della Sapienza arriva un gruppone, a mani nude tanto che per attaccare usano i tavolini e le sedie dei bar che trovano in piazza e inizia il confronto con i neofascisti.

Per motivi oscuri le forze dell'ordine si accorgono solo di questa seconda fase della prima, dell'attacco ai liceali da parte di Blocco studentesco non si accorgono. I funzionari di polizia, che pure non erano distanti da dove avveniva il macello dei diritti, dicono di non essersene accorti e non ne fanno cenno nelle loro ricostruzioni. Tanto meno ne fa cenno in Parlamento il sottosegretario Nitto Palma vendendo al Parlamento e al Paese una verità monca che però le tecnologie smontano nel giro di poche ore. Le foto parlano chiaro e, a meno che questo non sia un Paese di maestri di Photoshop, ci dicono che quella del governo e della questura è una verità monca. Quasi una menzogna.